di M. R.
Qualcuno starà probabilmente brindando, ma il prof milanese Luca Tomio non si perde d’animo. Il Bollettino d’arte ha deciso di non pubblicare la sua scoperta sul disegno di Leonardo da Vinci e lui si è già mosso per ottenere un risultato simile con diversi strumenti.
Cascata di Terni nel disegno di Leonardo Il rischio c’era: alla redazione della rivista del Mibact è arrivata nei giorni scorsi una mail con la perizia tecnica della rivelazione, quella già pubblicata dal Centro studi storici di Terni con un articolo di Miro Virili, collaboratore dello storico d’arte in fase di ricerca. L’architetto, come altri che hanno contribuito al lavoro di Tomio, non è stato pagato: «Neppure io ho preso soldi – spiega il prof -, ho chiesto che trovassero casomai un accordo le istituzioni per finanziare le ricerche ma non se ne è fatto più nulla. L’ho voluta regalare alla città per mia mogli e i miei figli nati qui». Detto ciò, lo storico d’arte puntualizza: «Sia chiara una cosa – dice orgoglioso -, non è che il Bollettino avrebbe certificato la presenza della cascata delle Marmore in quel disegno di Leonardo, ma avrebbe casomai aperto il dibattito tra i maggiori critici d’arte d’Italia e oltre i confini nazionali».
Bollettino d’arte apre il dibattito Vero, lo aveva già sottolineato a Umbria24 la dottoressa Marini Clarelli, responsabile scientifica della rivista del ministero. Terni, dunque, ha perso un’occasione, forse; ma una sola a detta di Tomio: «Nonostante la carognata subita lo studio va avanti con rinnovato sostegno dei più autorevoli ambienti della ricerca scientifica e la scoperta diventerà nazionale e internazionale». Da quel che sappiamo, Tomio è arrivato persino negli archivi Vaticani ma per indagare ancora e ancora sul passato di Leonardo da Vinci, sulla sua permanenza nel Ternano e sui suoi lavori nascosti, potrebbe servire tanto denaro. Il prof milanese, mettendo sotto la lente il disegno con cascata e facendo ricerche sul territorio, si è convinto di una cosa: «Sotto gli affreschi attualmente visibili nell’episcopio, al Duomo di Terni, c’è la ragione per cui Leonardo fece quel bozzetto».
@martarosati28
