di Chiara Fabrizi
«La biglietteria ha già incassato 670 mila euro, che equivalgono al bilancio finale dello scorso anno, motivo per cui già a cinque giorni dalla prima alzata sipario possiamo affermare di essere ulteriormente in crescita». Inizia dal record di botteghino il direttore artistico del Festival di Spoleto, Giorgio Ferrara, che mercoledì mattina ha presentato la programmazione dei prossimi giorni: tra i protagonisti Bob Wilson, Emma Dante e l’omaggio a Dario Fo del regista cinese Meng Jinghui.
Omaggio a Menotti e film sui 60 anni del Festival Ma tra gli appuntamenti più attesi in città c’è anche l’evento del 7 luglio al Caio Melisso-Spazio Fendi dedicato al maestro Gian Carlo Menotti, scomparso dieci anni fa: «Apriremo la serata con la proiezione in anteprima assoluta di un estratto di quindici minuti del lungometraggio commissionato al regista francese Benoît Jacquot, che da oltre un anno sta lavorando al progetto 1958-2017, il mondo in scena. Festival di Spoleto 60, sostenuto dal Mibact». Affiancato dall’assessore Camilla Laureti e dal vicepresidente della Fondazione Due Mondi, Dario Pompili, il direttore artistico ha spiegato: «Il lungometraggio si inquadra in una prospettiva storica tra tradizione e contemporaneità, caratterizzandosi per un montaggio mai cronologico, che naviga tra presente e passato. Jacquot ha seguito il Festival dello scorso anno, girando nei backstage dei teatri». La consegna della coproduzione italofrancese è programmata per l’autunno e verrà presentata a Spoleto, dove intanto il 7 luglio per il maestro Menotti sarà proiettata la sua opera Amelia al Ballo (1936) con cui è stato inaugurato il Due Mondi del 2011: «E’ dall’inizio che omaggio e onoro la memoria del fondatore del Festival e spero che, dopo queste due iniziative, possa anche essere riconosciuto da chi invece critica e basta».
Emma Dante e Bob Wilson Intanto il Festival di Spoleto non solo ha già realizzato il record di botteghino, ma ha fatto contare circa 30 mila presenze nel primo weekend, quando il centro storico è tornato affollatissimo e i teatri pieni: sold out l’opera Don Giovanni, ma anche Van Gogh con Alessandro Preziosi, La paranza dei bambini di Roberto Saviano e le Memorie di Adriana Asti. Risultati, questi, che fanno ben sperare i prossimi due fine settimana. Intanto giovedì sera al Caio Melisso-Spazio Fendi debutta La Scortecata di Emma Dante, che venerdì sarà anche protagonista di un’intervista alla sala Pegasus con la celebre giornalista e scrittrice Natalia Aspesi, trasferitasi in città per otto giorni. Largo poi al regista Bob Wilson: «Hamletmachine – ha evidenziato Ferrara – è una delle proposte più importanti di questo Festival, non solo perché Bob Wilson è il mio portafortuna, oltreché regista meraviglioso, ma perché torna a teatro un suo spettacolo di 40 anni fa, all’epoca messo in scena con gli allievi dell’Accademia d’arte drammatica di New York. Qui a Spoleto saranno, invece, gli studenti dell’Accademia Silvio D’Amico di Roma e trovo formidabile che attori così giovani possano lavorare al fianco di uno dei maggiori registi viventi».
Dalla Cina l’omaggio a Dario Fo Per la prosa grande attesa anche «per gli scapestrati Gianni Forte e Stefano Ricci» autori e registi poco più che quarantenni, anima della compagnia ricci/forte, che a San Simone porterà Troilovscressida, un’invettiva contro la vanità della società attuale. Il 7 luglio si firma anche il protocollo di intesa con la Cina, che arriverà a Spoleto per l’occasione con il vicedirettore generale del ministero della Cultura e altri funzionari. E proprio da Pechino arriva Meng Jinghui regista di Aveva due pistole con gli occhi bianchi e neri, per l’omaggio a Dario Fo, che ha incontrato e conosciuto 20 anni fa a Milano. In programma anche la seconda opera del Festival di Spoleto: «L’operina in un atto Delitto e dovere rientra nell’accordo col Teatro Coccia di Novara ed è già molto richiesta dal pubblico, tanto che è stato necessario programmare altre due repliche». Grande attesa anche per Grupo Corpo la compagnia di danza brasiliana dal 7 al 9 luglio in programma al Romano: «Rincorrevo da tre anni questa compagnia di ballo straordinaria capace – ha concluso Ferrara – di raccontare il Brasile in ogni sua sfaccettatura attraverso una tecnica interpretativa sbalorditiva».
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