di Daniele Bovi
«Il 40 per cento? Lo scenario migliore che potessimo immaginare visto il quadro». Carlo Rossini, Pd, sindaco uscente di Todi, incassato quello che considera un buon risultato guarda già al 25 giugno, quando è in programma il ballottaggio contro il centrodestra di Antonino Ruggiano; una sfida a parti invertite rispetto a cinque anni fa, quando era Ruggiano il sindaco uscente e Rossini lo sfidante. Il quadro però stavolta, specialmente a destra, è nettamente più frammentato: nel 2012 i candidati erano in tutto 4, appoggiati da 8 liste, mentre stavolta queste ultime sono 12 a supporto di 6 candidati, dei quali 4 si collocano politicamente sull’arco del centrodestra. I numeri del primo turno dicono che a votare sono andate mille persone in meno (9.228 contro 10.216) e che, partendo dalla coalizione di centrosinistra, a Rossini ‘mancano’ all’incirca 1.300 voti (3.500 contro 4.800); un candidato che comunque prende una settantina di voti in più rispetto alla coalizione.
DAL PD AL M5S, COMMENTI E REAZIONI
I numeri Stabile il consenso ottenuto dal Pd (2.600 voti nel 2012 e 2.500 domenica), mentre la litigiosa famiglia socialista, che ha a Todi una delle sue roccaforti storiche, paga le divisioni interne: la lista La Sinistra, che tiene dentro socialisti e altri candidati dell’area di sinistra, porta a casa 763 voti (9 per cento), mentre cinque anni fa erano 1.400 (15 per cento). Una larghissima fetta dei voti che mancano sono finiti dentro Todi cambia, una delle tre liste a supporto di Floriano Pizzichini creata da chi ha deciso di non seguire la strada di Rossini dopo mesi di faide interne al partito. In casa centrodestra invece, dimezzato il consenso di Antonino Ruggiano, che passa da 4.094 voti a 2.149, ottenendo comunque circa 200 consensi in più dell’insieme delle tre liste che lo sostengono.
LA DIRETTA DELLA NOTTE ELETTORALE
L’ANALISI DEL VOTO
Il centrodestra Forza Italia e Fratelli d’Italia insieme valgono meno del 20 per cento mentre cinque anni fa l’ormai defunto Pdl da solo prendeva quasi il 30 per cento. La corsa della Lega di Ruspolini invece si ferma poco sopra il 9 per cento, mentre il M5S non sfonda conquistando il 7 per cento. Ora, in vista del ballottaggio, tutto sta a capire cosa faranno i candidati e gli elettori del centrodestra che da soli, senza contare quelli del M5S, valgono una larga fetta di elettorato. A loro si rivolge Ruggiano in vista del 25 giugno: «Per quanto riguarda il risultato – dice a Umbria24 – sono molto soddisfatto, anche se è chiaro che si poteva fare di meglio: se le forze di centrodestra fossero state unite avremmo potuto vincere anche al primo turno, e credo che il 39 per cento di Rossini sia un segnale di rigetto da parte della città». Secondo l’avvocato tuderte ora «non si tratta di fare un mercato delle vacche ma di prendere atto della scelta degli elettori, che hanno stabilito chi è il candidato più forte; mi auguro che gli elettori convergano su di me». L’obiettivo è quello di «garantire un’alternanza reale al governo Marini-Rossini», mettendo da parte «certe logiche nazionali, come quella in base alla quale c’è la necessità di schierare il proprio simbolo con un proprio nome, che capisco ma che non condivido».
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Il centrosinistra Tutt’altra lettura, com’è normale che sia, Rossini la dà del 40 per cento ottenuto: «È lo scenario migliore che potessimo pensare visti – spiega a Umbria24 – i 6 candidati e le 12 liste in competizione, delle quali 9 contro di noi. È un buon consolidato che ci permette di lavorare nei prossimi 15 giorni». A livello territoriale guardando i numeri «vedo un consenso abbastanza diffuso, senza flessioni territoriali importanti. C’è la necessità di rafforzare dappertutto il quadro». Agli elettori il sindaco uscente parla in primis di unità: «È questa – dice – la vera proposta di fondo che faccio, chiedo maggiore unità dopo la frammentazione della prima fase anche perché una città divisa non va lontano. Ai cittadini chiedo di non fermare i lavori in corso e di trovare elementi di unità superiori; darò priorità alle cose che mettono d’accordo tutti».
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Le preferenze Da definire il 25 giugno ci sarà anche il nuovo consiglio comunale: la coalizione vincente prenderà il 60 per cento dei 16 seggi a disposizione. Guardando in casa di centrodestra e centrosinistra, per la lista Todi città aperta centrano i risultati migliori Giorgia Cerquaglia (31 voti) e Marco Cerquaglia (21); per Socialisti e Sinistra il recordman è Massimo Buconi (199) seguito dall’ex rifondatore Andrea Caprini (110; in casa Pd record per Manuel Valentini (442)seguito da Andrea Vannini (348), Catia Massetti (299), Simone Berrettoni (287), Giacomo Antonelli (236) Catia Zaffarami (190) ed Elena Alcini (174). Passando alla coalizione Ruggiano, dentro Todi per la famiglia spiccano Alessia Marta (82), Gianni Perugini (40) e Michele Martorelli (40); tra i Fratelli d’Italia in cima alla classifica il consigliere uscente Claudio Ranchicchio (227) e Raffaela Pagliochini (119), mentre in Forza Italia bene Moreno Primieri (132), Antonio Serafini (122), Mauro Pennacchi (122) ed Elena Baglioni (109).
Twitter @DanieleBovi
