di Massimo Colonna
L’elezione del presidente del consiglio comunale e il prossimo futuro delle farmacie comunali. Sono questi i due nodi da sciogliere per il sindaco Leonardo Latini, che mercoledì pomeriggio tornerà a Palazzo Spada per prendere parte alla seconda seduta dell’assemblea che si preannuncia molto calda. A tal punto che martedì sera Forza Italia ha convocato una riunione di partito proprio per fare il punto sulla vicenda. Intanto dall’altra parte dell’emiciclo, sponda Partito democratico, otto dei quattordici circoli Dem in città firmano un documento per chiedere le dimissioni della segretaria comunale Sara Giovannelli e del collega del provinciale Paolo Silveri.
L’elezione del presidente La vicenda più impellente per la maggioranza è quella relativa all’elezione del presidente del consiglio. Il nome di Francesco Ferranti di Forza Italia è quello proposto, ma il primo turno di votazioni non ha portato al raggiungimento della quota necessaria. Fatto fisiologico questo per il primo turno, ma il problema sta nel fatto che i 15 voti ottenuti da Ferranti non basterebbero nemmeno al terzo giro di voti, quando si andrebbe a votare con maggioranza semplice ma con il ‘quorum’ comunque di 17 voti. Sono cinque i voti mancati a Ferranti da parte della coalizione di centrodestra, un problema dunque politico che dovrà essere risolto a breve. Se la votazione in programma mercoledì non porterà alla elezione (ancora con maggioranza dei due terzi dell’assemblea) si andrà al terza nella prossima seduta del consiglio. La vicenda del presidente del consiglio è stata anche al centro della riunione di martedì sera organizzata da Forza Italia al Cmm, in cui si è parlato anche della nomina del capogruppo, che sarà ufficializzata soltanto dopo che si sarà deciso il futuro di Ferranti.
Le farmacie Per Latini ci sarà da chiarire poi quale sia la linea sulle farmacie: in un post su Facebook, immortalato in barca mentre studiava il faldone della partecipata comunale, l’assessore al Bilancio Fabrizio Dominici si è detto favorevole alla cessione, quando invece il sindaco Latini si era detto contrario a questo tipo di intervento sulla partecipata al cento per cento dal Comune. Sul caso interviene anche il gruppo consigliare del Pd che ritiene la presa di posizione dell’assessore «istituzionalmente non corretta e censurabile: ricordiamo che ancora deve svolgersi in sede consigliare la discussione sulle linee programmatiche. Vogliamo evidenziare, dal nostro punto di vista, la capacità e la professionalità dei dipendenti delle aziende pubbliche, in questo caso di Farmacia Terni, i quali garantiscono ai cittadini servizi puntuali e di qualità».
I circoli in rivolta Passando al Partito democratico, otto dei 14 circoli Dem della città hanno sottoscritto un documento in cui chiedono «le dimissioni improrogabili degli attuali segretari del Pd Comunale e Provinciale, Sara Giovannelli e Paolo Silveri». «Il risultato elettorale del 10 giugno – prosegue il documento – ci ha portato ad una sconfitta storica in città, con la perdita di migliaia di voti». Documento firmato da Massimo Leopoldi (Collestatte), Nando Ribiscini (ex VIII circoscrizione), Cristiano Crisostomi (Piediluco), Luca Traversi (San Giovanni Cospea), Michele Pacetti (Montani-Chiesa), Sandro Piccinini (Marmore), Giuliano Todisco (Papigno), Barbara Giovannetti (Gabelletta), Mirko Paluzzi (Terni Centro). Pronta la replica del circolo San Giovanni Cospea (sottoscritto da Boccia, Canali, Ciurletti, Feliciani, Burgo, Pennoni, Diamanti, Napolini, Bianchini, Pizzotti, Pragliola, Cresta, Bologna, Marco Cianchetta, Vagaggini, Assunta Babucci, Cinzia Federici, Martina Feliciani, Alessandra D’Egidio), che si dissocia dal documento. «È decisamente a malincuore che i sottoscritti membri del direttivo del circolo Cospea-San Giovanni sono costretti a scrivere queste poche righe inerenti il documento letto oggi a mezzo stampa, come sottoscritto da numerosi segretari di circolo tra cui il reggente del circolo Cospea San Giovanni. Non riteniamo che sia utile trattare argomenti propri della vita interna di un partito occupando spazi pubblici che andrebbero interessati con temi di ben altro spessore e sostanza. Si rende però necessaria esprimere la netta, marcata, siderale distanza dal succitato documento e per diffidare il reggente del circolo San Giovanni Cospea, dal quale ci si aspettano naturali e ovvie dimissioni, il quale, subentrato al vincitore del congresso Claudio Feliciani allontanatosi per motivi strettamente personali, dopo aver ascoltato i pochi presenti membri del direttivo e non aver posto in votazione alcunché, ha espresso a nome e titolo del circolo una posizione meramente personale».
@tulhaidetto
