mercoledì 30 settembre - Aggiornato alle 03:43

Terni, Di Girolamo conferma le dimissioni: «Sconfitta è mia responsabilità»

Grande silenzio per il lungo intervento finale Marini: «Sindaco stringa patto per la città» – Prima seduta sul dissesto saltata  

Sindaco conferma le dimissioni in aula
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Ore 18.03

Manca il numero legale, seduta sospesa fino a nuovo appello ma l’aula a poco a poco si svuota. La stagione Di Girolamo a Palazzo Spada termina qui. Sabato in programma nuova seduta per votare il dissesto ma difficilmente i consiglieri si presenteranno. A prendere atto della situazione di dissesto sarà direttamente il commissario.

Ore 17.50

Terminato il giro di interventi, all’ordine del giorno c’è la delibera di dissesto ma nei banchi di maggioranza si contano dodici unità compresi sindaco e presidente, Melasecche: «Se non avete i numeri noi usciamo». Scatta sospensione per riunione di maggioranza

Ore 17.45

L’ultimo intervento è quello del capogruppo Pd Francesco Filipponi: «Sono stati quattro anni di consiglio intensi; quest’aula ha prodotto tanti atti, tante delibere. Abbiamo fatto comunque un gran lavoro per questa città. Senza dubbio lasciamo degli strumenti importanti a disposizione di chi ci succederà. Le diimissioni sono state rassegnate in tempi utili per andare alle urne a primavera inoltrata di questo anno, come richiedevano a gran voce le opposizioni. Penso alle tante vertenze, ai fatti di cronaca nera. Il rammarico più grande sta senza dubbio nel mancato riequilibrio. L’organismo straordinario mi auguro traghetti velocemente l’ente fuori dalla situazione di dissesto. L’ulteriore auspicio è che chi verrà dopo di noi riesca a costruire una Terni in cui ognuno trova il suo posto».

Ore 17.35

Sulla stessa lunghezza d’onda di Crescimbeni, il capogruppo Fi Francesco Ferranti: «Troppe volte le lotte interne al Pd hanno dettato scelte poco lucide. Bene ha fatto il sindaco a confermare le proprie dimissioni. Questa città ha bisogno di nuovo slancio, da domani tutte le forze devono mettersi al lavroro per il bene e l’interesse di questa città»

Ore 17.25

Pronta la replica di Franco Todini (lista civica Il Cammello): «Questa amministrazione non ha fatto fino in fondo il suo dovere. Sono stati fatti errori politici e amministrativo-gestionali. Non a caso, se due anni fa al primo rimpasto ha tagliato fuori un’area ben precisa della sua maggioranza, oggi come vede ne paga il conto, perché molti consiglieri sono assenti». Dopo l’intervento del sindaco, gli stessi Pantella, Pennoni, Bartolini, Bencivenga e Teofrasti hanno abbandonato l’aula.

Ore 17.15

Dalla maggioranza Faliero Chiappini (Terni città aperta): «Questa consiliatura è iniziata e maturata in un contesto economico e sociale complicatissimo a cui si è sommato il venir meno di stanziamenti importanti e nuove misure finanziarie sempre più restrittive, eppure molto è stato fato per evitare questa situazione»

Ore 17.05

Paolo Crescimbeni (di IlT-Gruppo misto): «Terni disonorata da un dissesto annunciato da anni, avete dimostrato di avere più a cuore il partito che la città. Quella di oggi una resa tardiva, non avrete l’onore delle armi. Finito questo teatrino, inizia la tragedia di famiglie e imprese che saranno ora gravate da tasse e tasse»

Ore 17.00

Per il Movimento cinque stelle interviene Thomas De Luca: «Finisce come è cominciata, con una narrazione irreale e invertita. Finisce oggi l’era del sistema Terni, ora ne deve iniziare un’altra. Dobbiamo inserire nuove parole come ‘scusate ho sbagliato’ e ‘so di non sapere’. Il Comune era già in dissesto dal 2013, ma è stato occultato per tentare di chiudere la voragine».

Ore 16.50

Segue Marco Cecconi di Fratelli d’Italia: «Cala il sipario sulla peggiore amministrazione comunale dell’ultimo quarto di secolo, che lascia in eredità non solo una crisi gravissima foriera di uno scollamento mai visto tra la società civile e la politica. Un’Amministrazione schiacciata da mesi e mesi di debiti e inchieste giudiziarie che lascia in eredità anche la debacle del fallimento, il cosiddetto dissesto, che trasferirà sulle spalle dei ternani per gli anni a venire le colpe di Di Girolamo, caricando cittadini senza colpa di tagli ai servizi e inasprimento alle stelle della pressione fiscale».

Ore 16.40

Al via gli interventi in aula, il presidente concede 15 minuti per ogni gruppo; i primo a prendere la parola è Enrico Melasecche di I love Terni: «Tutto questo poteva essere evitato. Tre anni fa proposi una giunta di manager esperti ma non fui ascoltato e oggi è bene che se ne vada. Terni ha bisogno di un sindaco impegnato a Palazzo 24 ore su 24, sette giorni su sette».

Ore 16.32

In chiusura Di Girolamo ha anche detto: “Mi assumo la responsabilità della sconfitta”

Ore 16.24

Il lungo intervento del sindaco Leopoldo Di Girolamo, letto e quindi preparato nelle ultime ore, volge al termine con queste parole, a margine delle quali è arrivato l’applauso di maggioranza e assessori: “Voglio ringraziare i cittadini di Terni per avermi consentito di rappresentare la città in Parlamento poi a capo del Comune, spero di aver rappresentato degnamente la pasta buona di cui sono fatto. Grazie al Pd che mi ha designato per gli incarichi contribuendo alla mia crescita sotto ogni punto di vista. Grazie alla mia maggioranza che mi ha sostenuto fino alla fine e sarebbe stata disposta a farlo ancora, grazie alla presidente Marini, grazie ai ternani che pur non conoscendomi mi hanno fermato per strada in questi giorni per manifestarmi stima. Grazie ai miei pazienti, che si sono accontentati di un medico a mezzo servizio, alla mia meravigliosa famiglia che mi ha concesso il sogno di dedicarmi alla cosa pubblica per creare un mondo più giusto e inclusivo”.

Ore 16.16

Sempre il sindaco: “Per la nostra città le misure imposte dai governi centrali hanno determinato via via sempre minori entrate, che hanno inciso, tra gli altri, sul decoro e sul Briccialdi. Non ci siamo però mai arresi e non possiamo accettare che si dica che abbiamo operato senza un progetto di visione, anzi abbiamo lavorato per garantire a Terni la possibilità di essere ridisegnata nel segno della modernità. Penso al Piano integrato territoriale, al Piano periferie, ad Agenda urbana. O al Patto istituzionale per lo sviluppo con la Regione, che come primo risultato ha consegnato il ritorno di Umbria Jazz a Terni”

Ore 16.12

Ore 16.09

Il sindaco ripercorre le vicende di Ast, toccando Inoxum, Outokumpu, il ritorno di Thyssen a Terni e il ridimensionamento con “la battaglia di un’intera città che è stato esempio per l’Italia e l’Europa. Poi l’accordo al Mise del 3 dicembre 2014. Abbiamo vissuto la crisi del sistema produttivo, quella finanziaria e l’avvento di politiche di bilancio assai restrittive che hanno inciso pesantemente sull’autonomia delle amministrazioni”

Ore 16.04

L’intervento del sindaco va avanti sul contesto economico e sociale di Terni. In aula c’è grande silenzio e rispetto per il delicato momento

Ore 15.55

Alla ripresa dei lavori consiliari il sindaco Leopoldo Di Girolamo ha confermato le dimissioni al consiglio comunale: ‘È una decisione molto sofferta come lo sarebbe per chiunque chiamato a rappresentare la propria città’

Ore 15.49

Si ritenta di approvare il dissesto: manca subito il numero legale, sospesi i lavori

Ore 15.45

In questi minuti stanno arrivando alla spicciolata gli assenti alla prima seduta sul dissesto, quella di giovedì 15 febbraio, saltata per mancanza del numero legale. Nei pressi dell’aula Michele Pennoni, Gianfranco Teofrasti, Alessandra Pantella e Luigi Bencivenga. Assenti giustificati da certificato medico Fabio Narciso e Silvano Ricci. Nessuna notizia al momento di Renato Bartolini, altro assente della prima seduta.

Ore 15.40

Il secondo tentativo in aula per l’approvazione del dissesto del Comune non inizia nel migliore dei modi. Da decifrare le motivazioni, ma al termine del primo appello del segretario generale, il presidente Giuseppe Mascio non ha potuto far altro che constatare l’assenza del numero legale. Seduta sospesa

di Mar. Ros.

La giunta ci riprova, si torna in consiglio con la delibera di dissesto e stavolta non ci saranno riunioni di maggioranza dell’ultima ora.

Il consiglio di giovedì 15 febbraio Sette assenze strategiche, un chiaro segnale politico, 15 presenti in aula quando prende la parola il sindaco Di Girolamo, troppo pochi: la prima seduta di consiglio delle tre convocate in date consecutive dal presidente Giuseppe Mascio è saltata, a Palazzo Spada si torna venerdì alle 15.30 e da quanto trapela nelle ore che precedono il suono della campanella, sarà il numero di dischi verdi sul tabellone delle votazioni a dire al primo cittadino se rimanere in sella oppure no.

Dimissioni del sindaco di Terni Non ci sarà un inversione dei punti, del resto la proposta è stata respinta anche nella seduta di giovedì e quindi il voto sul dissesto suggerirà al sindaco cosa scegliere, ovvero se ritirare o meno le dimissioni. Come anticipato il ‘numero magico’ è 17, questa la quota minima di consiglieri che Di Girolamo vuole a garanzia del proprio futuro amministrativo. Difficile credere che gli assenti di ieri possano aver cambiato idea, non c’è nulla di nuovo, almeno sotto il sole. Il documento circolato tra i consiglieri dei banchi sinistri nella mattinata di giovedì, non è stato sottoscritto, bensì integrato nel tardo pomeriggio, quando nell’ufficio del sindaco mancavano solamente Silvano Ricci e Luigi Bencivenga.

La scelta di Di Girolamo Contrariamente al solito, con questa iniziativa sono stati i consiglieri a mettere nero su bianco le strategie, a fissare obiettivi e priorità nel programma eventuale di rilancio dell’azione al comando dell’ente. Con quale staff? Non è dato sapersi, l’ipotesi rimpasto si è andata via via perdendo nella nebbia del dilemma ‘dimissioni sì, dimissioni no’. Salvo sorprese ulteriori, comunque, il consiglio di questo pomeriggio dovrebbe mettere la parola fine a questa situazione di limbo. Visto però che il colpo di scena è sempre dietro l’angolo, è bene tenere presente che una nuova seduta, di scorta, è convocata pure per sabato e a voler essere pessimisti, ci sarebbe tempo per convocarne un’altra: l’ultima data utile è quella di lunedì 19 febbraio quando scadono i 20 giorni dalle dimissioni del sindaco e Mascio avrebbe a disposizione le necessarie 48 ore di anticipo per indire un ulteriore consiglio.

Una replica a “Terni, Di Girolamo conferma le dimissioni: «Sconfitta è mia responsabilità»”

  1. mirko ha detto:

    mandatelo via ha fatto solo danni…..

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