Una seduta con toni sopra le righe, con insulti e offese che non dovrebbero mai essere pronunciati, ancora peggio se ciò avviene in un luogo istituzionale.
Per quanto il giornalista nella sua attività contempli la possibilità di finire bersaglio di insulti se non persino di aggressioni, non può non darne notizia o non considerarle gravi, ancorché provengano da politici e, per di più, in sedi come il consiglio comunale di una importante città come Spoleto. Così una giornalista di Umbria24, Chiara Fabrizi, senza apparenti ragioni, tantomeno motivazioni, viene pubblicamente offesa dal consigliere di opposizione del Pd Paolo Martellini in consiglio. Questa redazione considera grave quanto accaduto e al tentativo di spiegazioni espresse, riconducibili al nervosismo per la situazione, non può che rispondere che non valgono giustificazioni di sorta e, anzi, ‘la toppa appare peggio del buco’.
La ricostruzione dei fatti vuole la nostra giornalista nel salone che precede l’aula del Consiglio mentre la maggioranza ha già approvato il Dup e le aliquote fiscali. La situazione verso le 13.30 si fa concitata perché dopo due sospensioni del Consiglio la maggioranza abbandona l’aula non avendo i numeri per approvare l’ultima pratica, il bilancio previsionale. Gli animi si scaldano e vola anche un ‘vaffa’ dai banchi della maggioranza all’indirizzo di quelli di opposizione. La giornalista segue i consiglieri di maggioranza e gli assessori per capire cosa fosse accaduto, raccogliere un commento, poi dopo qualche minuto sente un applauso dall’aula e quindi si avvia verso l’aula dove sono seduti ai banchi i consiglieri di minoranza. Entra e il consigliere Paolo Martellini del Pd si rivolge verso di lei urlando: «Scrivilo, adesso scrivilo», accompagnando le parole con un braccio alzato. La giornalista si avvicina al suo banco per dirgli di stare calmo, di non gridare e lui: «Collusa, adesso scrivilo», più volte. Non motiva ma continua a gridare.
Non ha spiegato il consigliere collusa per cosa o con chi. Tuttavia ha chiesto scusa. Scuse accettate. Meno accettabile è il tentativo di recuperare dicendo ‘non ce l’avevo con te’, quando è evidente il contrario, senza spiegare allora con chi. Di solito le sedute sono trasmesse in streaming, ma da qualche settimane il servizio non c’è perché non è stato rinnovato. Meno male, almeno si è risparmiato questo spettacolo non certo edificante a chi non c’era, al contrario di colo che – loro malgrado e non erano pochi – vi hanno assistito rimanendo senza parole.

Piena solidarietà a Chiara come professionista e come persona.