Umbria24 in vista delle elezioni amministrative del 10 giugno 2018 propone alcuni approfondimenti sulle aree più popolose di Terni, dando voce e spazio alle richieste delle comunità. Un viaggio tra vialoni della città e giardini pubblici, per tentare di scattare una fotografia nitida delle necessità dei residenti e consegnarla agli otto candidati sindaco e ai 371 aspiranti consiglieri comunali, tutti in corsa per il governo di Terni.
di Marta Rosati
Pulizia, decoro e manutenzione dovrebbe essere il tris di base di località come Marmore e Piediluco, essendo uno il paese della Cascata, principale attrazione turistica del territorio essendo il salto più alto d’Europa e salita alla ribalta pure per la scoperta di Luca Tomio nel disegno di Leonardo da Vinci; l’altra località lacustre di indiscussa bellezza, angolo di paradiso noto ai più per la presenza del centro federale di canottaggio. Qui lo sport a remi porta atleti da tutto il mondo. A fine stagione, a gare concluse, dovrebbero finalmente partire i lavori di riqualificazione delle strutture, il progetto esecutivo ora c’è.
Sicurezza Marmore circa otto anni fa fece i conti con un’ondata di furti come quella che di recente ha investito la Valnerina ternana; ad oggi però, a sentire i residenti, qui un’emergenza sicurezza non esiste, piuttosto ci sono da ‘regolare i conti col turismo’. Il paese, per la sua morfologia non gode di una piazzetta e quindi un luogo di aggregazione soprattutto per i giovani è quasi come un’oasi nel deserto, anzi no, diciamo un campetto sul quale tutti vanno a parcheggiare, «col benestare della polizia municipale» stigmatizza qualcuno, camperisti compresi «che non si fanno scrupoli a scaricare da quelle parti». «Sentiamo i turisti lamentarsi poi – dice una gentile barista – per l’assenza di un bancomat e l’assurdo è che la biglietteria della Cascata, quassù (alcuni sentieri possono essere imboccati dal belvedere superiore) non offre la possibilità di pagare con la carta di credito». Vogliamo parlare dei rifiuti? «C’è una scarsissima presenza di cestini».
Cascata Ai Campacci però si sta sempre bene: «Nì, da quando sono stati tolti i caminetti, molte meno persone usufruiscono di questo spazio verde per fare pic-nic all’aria aperta». Ma veniamo alla viabilità, nota dolente di questi tempi: «Marmore-Terni, anche 45 minuti, su tracciati sconnessi, pieni di buche. Se non riapre la galleria Valnerina, tutto il traffico diretto e proveniente da Rieti si concentra in paese, dove le strade sono strette e i marciapiedi quasi del tutto assenti. La situazione ha già una vittima; stavolta ci ha rimesso un cane ma potrebbe toccare a qualche pedone, le strade sono strette e non tutti regolano la forza del piede sull’acceleratore, siamo invasi dai tir».
Turismo Oltre a questo c’è un problema di parcheggi: «I posti auto sono assolutamente insufficienti per sopperire al flusso turistico dei giorni festivi e anche nei feriali diventa problematico pure fare un’operazione alle poste. A Marmore sì c’è un piccolo ufficio postale, mentre la scuola elementare è ormai assente; funziona un asilo ma dai sei anni in su i bambini devono raggiungere il centro città e tra chi studia e chi lavora, con la chiusura del tunnel lungo la Terni-Rieti la faccenda è un bel po’ complicata «e la strada forse è anche un po’ troppo buia, paradossalmente è più illuminata l’area di accesso al sentiero 5 della Cascata che di note è chiuso».
Viabilità Scendendo verso il lago, un certo senso di sciatteria è impossibile non notarlo e ai ternani fa rabbia che proprio i gioielli turisti del comprensorio siano lasciati così un po’ in abbandono: «Spazzamento delle strade e svuotamento dei cestini non vengono effettuati con la necessaria frequenza, i giardini sono incolti e le potature non vengono effettuate determinando anche un problema di sicurezza lungo le strade, ma il peggio sta nella segnaletica, i cartelli appaiono piegati, arrugginiti, vecchi. Vogliamo parlare poi del divieto di transito all’interno del paese per l’istituzione della Ztl? Da oltre vent’anni è questa è regolata da una transenna, non c’è stato modo in tutto questo tempo di sistemare un cartello decente, magari un pannello luminoso». Piediluco è famosa anche per la Festa delle acque: «I fondi del Comune sono diminuiti e l’evento è stato via via ridotto. Palazzo Spada dovrebbe pretendere di più dalla Erg che sfrutta le nostre acque, la società potrebbe aiutarci a pagare manutenzioni varie».
@martarosati28
