giovedì 19 settembre - Aggiornato alle 00:24

Regionali, in campo la coalizione civica: «Candidato lo decideremo ma no a Fora»

Dalla costituente di Todi nasce un polo di sinistra dai contorni ancora incerti: «Dialogo aperto con tutti». Ma qualcuno distingue: «No al Pd»

©️Fabrizio Troccoli

di Iv. Por.

I civici che qualche settimana fa si sono riuniti nella costituente di Todi diventano una coalizione che, sostengono, sarà presente alle prossime elezioni Regionali del 27 ottobre. Si chiama ‘Umbria civica, verde, sociale’ (forse a seguito dell’appunto di Giuliano Giubilei, che ha sottolineato l’omonimia in caso solo di ‘Umbria civica’) e, al momento, ne fanno parte Umbria dei territori ovvero il soggetto nato dal duo Proietti-Pizzichini, Altra Umbria che riunisce liste e partiti di sinistra, Movimento delle Idee e del Fare cioè quell’insieme di associazioni che diede vita al manifesto sottoscritto anche da Ferrucci e Fora ma che ha perso pezzi per strada, Europa Verde che si propone di riunire gli ambientalisti. Ed infine il Psi, che si è aggregato in aperta polemica col Pd per la scelta di Andrea Fora.

Cosa unisce Un caleidoscopio di esperienze e movimenti provenienti da varie parti della regione, riunite dal riconoscersi nel campo progressista, di voler un percorso che parta dal programma per poi arrivare al candidato, dalla voglia di rinnovamento e dal no a Fora come candidato. Più o meno è emerso questo dalla conferenza stampa che si è tenuta nella sala Pagliacci della Provincia di Perugia. Nessuno dei primi calibri dei vari movimenti, che hanno alimentato il dibattito nelle scorse settimane, era presente. Non il sindaco di Assisi o Floriano Pizzichini, non il professor Luca Ferrucci, non Elisabetta Piccolotti e tantomeno il presidente della Provincia Luciano Bacchetta.

Le posizioni Chi era presente, come l’ex sindaco di Orvieto Cesare Raimondo Barbabella (Umbria dei territori) ha parlato di «progetto di rinnovamento profondo a partire dai territori contro quel verticismo che ha impedito lo sviluppo. Noi – ha aggiunto – non siamo nati per andare contro ma per elaborare un progetto. Solo dopo questo sceglieremo il candidato presidente». Federico Santi dell’Altra Umbria ha chiarito che «civico è chi ha un progetto per la comunità che hai intorno. Il che non significa che non abbia un orientamento politico. Quindi noi abbiamo federato liste civiche di sinistra e incassato anche il sostegno di Rifondazione comunista e Sinistra italiana. In più abbiamo una interlocuzione anche con Sinistra Umbria e Articolo 1». E il candidato? «Il problema non è che non abbiamo un candidato bensì ci sembra ridicolo parlare di candidato senza prima condividere il programma. È un fatto di igiene politica».

Psi con i civici Sergio Santini del Movimento delle Idee e del Fare, a lungo militante Pd, ha detto che «non rinneghiamo i partiti ma oggi forse i cittadini non hanno bisogno di mediazione. Noi vogliamo vincere quindi ci vuole la più ampia coalizione possibile quindi siamo aperti con tutti ma senza porre condizioni e condividendo un programma. Soprattutto rinunciando a delle fughe in avanti». Il socialista Cesare Carini ha sottolineato come «il Psi ha raccolto la sfida della costituente di Todi, condividendo sia i metodi che i contenuti del programma. Facciamo parte di questa coalizione con pari dignità». Gianfranco Mascia ha invitato a non pensare a Fora e al Pd «perché le nostre basi sono completamente diverse perché non ci si può autocandidare e dire che si rappresenta tutti».

Pd porta chiusa? Ma sul tema del perimetro della coalizione e sul dialogo con altri, le posizioni non sono sembrate così allineate. Per Santi «noi siamo pronti a parlare di contenuti se sono condivisi, se l’idea di rinnovamento è condivisa. Disposti a parlare con tutti se si condivide un percorso». Anche Barbabella e Carini sulla stessa posizione. Ma per Mascia (Europa Verde) il no al Pd è netto: «Abbiamo detto fin da subito che non siamo disposti a collaborare con chi ha portato l’Umbria agli ultimi posti di tutti gli indicatori economici, sociali e ambientali». E a chi gli fa notare che il Psi fa parte della maggioranza in Regione e in molti Comuni risponde enigmaticamente: «Noi parliamo con gli elettori, non con i vertici».

No a Fora Sul no a Fora, per Mascia «Chi è partito in anticipo si è bruciato», mentre Santini dice di non aver «mai criticato la persona, ma criticato il metodo della scelta». Ma un candidato dovrà pure essere scelto. «Lo faremo entro la prossima settimana, stiamo discutendo sul come, ci sono varie opzioni anche di coinvolgimento della base».

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