venerdì 6 dicembre - Aggiornato alle 12:49

Perugia, Matteo Grandi dice no: «Vi spiego perché». Lega vuole terzo assessore

Tramonta l’ipotesi ritenuta più probabile. La prossima settimana il faccia a faccia tra sindaco e salviniani

Andrea Romizi (foto ©Fabrizio Troccoli)

di Daniele Bovi

Sarà probabilmente quella che inizierà lunedì la settimana in cui si riempirà la casella lasciata vuota a Palazzo dei Priori da Michele Fioroni, che ha attraversato Corso Vannucci per sedersi al tavolo della nuova giunta regionale. Il sindaco di Perugia Andrea Romizi è infatti alle prese con un rimpasto che arriva a meno di sei mesi dal voto, e le opzioni sul tavolo sono più d’una. La novità delle ultime ore è quella che riguarda Matteo Grandi, papabile per un assessorato sia nel 2014 che pochi mesi fa: nel primo caso però la spuntò Teresa Severini e nel secondo, complici i nuovi equilibri nel quadro di una giunta più politica, Leonardo Varasano. Grandi sabato ha ufficializzato il suo no all’ingresso in giunta.

Grandi: «Resto fuori per rispetto» In un post pubblicato domenica mattina, Grandi spiega i motivi della sua scelta: «Il mio- scrive nel post che riportiamo integrale qui sotto – non è stato un “no a Romizi” come ruvidamente riportato da qualche titolo di giornale. La mia è stata la scelta difficile e dolorosa di chi, da civico, nel progetto Romizi ha sempre creduto. Alla fine la scelta di restare fuori dal “palazzo” nasce soprattutto per rispetto nei confronti dei miei concittadini. Nelle attuali condizioni non ero sicuro di poter essere all’altezza del ruolo e degli oneri che il ruolo comporta e accettare un incarico al quale non avrei potuto dedicarmi come avrei voluto, sarebbe stato un tradimento nei confronti della mia città. Il dado è tratto. Resterò una voce indipendente fuori dalla cosa pubblica. Ma non lontana dalla politica. Come diceva Oriana Fallaci – mi perdonino gli dei del giornalismo per l’ardito paragone – ci sono tanti modi per fare politica, e scrivere è uno di quelli, forse quello che oggi mi si addice di più. In futuro chissà».

La partita Romizi gradirebbe una figura senza tessere in tasca ma i partiti scalpitano: un posto in giunta lo vorrebbe Forza Italia, rimasta anche stavolta senza assessorato, mentre è già partito il pressing della Lega per ottenere il terzo assessore; e chissà che non vada meglio a Palazzo dei Priori che a Palazzo Donini, dove invece Donatella Tesei ha detto no alle richieste leghiste sulla terza posizione in giunta. La Lega intanto ha chiesto un incontro al sindaco e l’appuntamento è fissato per la prossima settimana, quando a quel punto se ne saprà qualcosa in più. Al di là dell’opzione Grandi, c’è chi pensa a una figura come quella del manager di Fastweb Gabriele Giottoli e chi ad altre ancora, con un rimpasto che potrebbe portare anche all’assegnazione di alcune deleghe ai consiglieri.

Ok al bilancio Intanto venerdì il consiglio comunale ha dato il via libera con 21 sì della maggioranza, 8 no dell’opposizione e l’astensione di Emanuela Mori (appena passata dal Pd a Italia Viva), le variazioni al bilancio di previsione 2019-2021. L’assessore Bertinelli ha spiegato che «si tratta di una delibera tecnica che non contiene variazioni strutturali, bensì soprattutto partite di giro, tra cui l’inserimento di un contributo del Miur di circa 446 mila euro per un intervento di edilizia scolastica a Ponte San Giovanni, cosa che rappresenta la modifica principale relativa all’anno 2019». Critico il Pd che con Zuccherini e Borghesi ha fatto notare che «dietro ogni variazione, seppur tecnica, vi siano delle scelte politiche», invitando la giunta a entrare nel dettaglio di queste ultime.

Twitter @DanieleBovi

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