L'aula del consiglio regionale (foto F.Troccoli)

C’è il Comune di Perugia al centro del mirino da parte del Pd umbro. Daniela Pimoni, responsabile Ambiente e rifiuti del partito, scrive infatti che «poco incisivo rispetto alla necessità di cambiare passo in materia di rifiuti – aggiunge Pimponi – è apparso il Comune di Perugia, che avrebbe potuto fare molto di più in qualità di comproprietario di Gesenu». «Da tempo – sottolinea Pimponi – il Pd dell’Umbria sta portando avanti un percorso politico di grande serietà, orientato al confronto e all’approfondimento sul tema rifiuti con l’obiettivo di sviluppare una discussione più ampia e partecipata possibile con i cittadini, nei territori ma anche con i nostri amministratori. Abbiamo già detto che il sistema di produzione e gestione dei rifiuti deve cambiare e abbiamo messo nero su bianco alcune linee guida per farlo, chiedendo anche in modo esplicito di rimuovere l’opacità che troppo spesso negli anni ha circondato questa tematica».

L’INCHIESTA
LE REAZIONI DEI SINDACI DEL TRASIMENO E DEI PARTITI

Il centrodestra In una nota congiunta firmata da Raffaele Nevi, Claudio Ricci, Marco Squarta e Sergio De Vincenzi il centrodestra chiede alla giunta regionale di riferire immediatamente al consiglio in special modo sui riflessi che l’inchiesta avrà sul sistema di smaltimento dei rifiuti. «Il sequestro del bioreattore – scrivono -, della discarica di Borgoglione e le problematiche evidenziate su Pietramelina sono notizie molto gravi specie per un sistema di smaltimento come quello umbro che si fonda, a causa di una politica folle della Giunta Regionale, solo sulle discariche. È evidente che ci sarà necessità di riorganizzare immediatamente il servizio e ciò avrà un impatto sulla programmazione regionale».

FOTOGALLERY: FORESTALE A BORGOGIGLIONE
VIDEO: IL BLITZ

Il M5S A intervenire è anche il capogruppo in consiglio regionale del M5S Andrea Liberati, che oltre a chiedere una apposita seduta legislativa dedicata a Gesenu punta il dito contro una «Regione a trasparenza zero, fa sapere che «proprio ieri» aveva ricevuto da Gest (partecipata al 70 per cento da Gesenu) risposta a una sua richiesta di accesso atti «cui erano stati opposti i soliti artifici da legulei. Il gruppo M5S in Regione ‘non ha interesse qualificato’ a ottenere alcuni dati fondamentali a qualificare il mandato elettivo, e poi ‘i documenti non sono ostensibili’ e altre varie amenità». «Il quadro che sta emergendo – dice invece il deputato pentastellato Filippo Gallinella – ha i contorni di una vicenda a dir poco scabrosa. Siamo fiduciosi che sarà fatta piena chiarezza perché in gioco c’è la tutela della salute e dell’ambiente, costantemente sotto minaccia. Ribadiamo con ancora più forza la necessità di un modello a rifiuti zero».

Lega In mattinata a parlare è stata anche la Lega Nord nel corso di una conferenza stampa dove il senatore Stefano Candiani, che ha parlato di «volontà delinquenziale», ha annunciato che il 6 dicembre la Commissione bicamerale sui rifiuti sarà in Umbria e si occuperà anche delle discariche di Pietramelina e di Borgogiglione. «La Lega Nord – è stato detto durante l’incontro – da tempo ha posto l’attenzione sulle molteplici criticità di un sistema rifiuti sul quale abbiamo chiesto e ottenuto, insieme agli altri gruppi di opposizione, di istituire una apposita Commissione di inchiesta a livello regionale». La Lega parla di un evidente danno economico per i servizi non erogati dalle aziende e pagati dai cittadini. Noi chiediamo che si indaghi anche sui fondi pubblici erogati ai Comuni e agli Ati dalla Regione, per verificare che gli obiettivi indicati dalla stessa Regione venissero effettivamente conseguiti. È quindi necessario che il tavolo tecnico previsto dopo la fine dei lavori della Commissione di inchiesta venga nuovamente convocato, valutando anche l’opportunità di riattivare la Commissione stessa. Andrebbero poi individuati i responsabili politici di certe scelte, chi ha nominato i vertici delle aziende che si occupano della gestione dei rifiuti».

Rifondazione Regione e Comune di Perugia sono gli obiettivi di Rifondazione comunista, che chiede un nuovo piano in grado di puntare all’obbiettivo «rifiuti zero». «La situazione di Gesenu – piega il partito – dimostra il fallimento delle politiche regionali sui rifiuti messe in campo negli ultimi anni alle quali ci siamo opposti anche quando eravamo in maggioranza. Le responsabilità vengano accertate nelle sedi competenti e in tempi rapidi. Il danno per i cittadini, per la salute e l’ambiente sono enormi. Detto questo, è oramai evidente che la vicenda interessa chiaramente l’Umbria e la sua classe dirigente, a tutti i livelli. Il problema della gestione dei rifiuti è politico. La giunta regionale, tra la campagna referendaria e le “crisi” sui dirigenti alla sanità, anche sui rifiuti, non governa, non programma. Niente. Lo dicemmo allora e lo ripetiamo oggi: le privatizzazioni sono state e sono un fallimento completo. Il Comune di Perugia poi non ha giocato alcun ruolo. Sono passati mesi dall’inizio della questione. Prima era tutta colpa di Boccali. E Romizi? Oramai i nastri da tagliare sono finiti».

Legambiente Che Regione e Comune debbano voltare pagina è anche l’opinione di Legambiente, che chiede una ridefinizione del sistema di gestione dei rifiuti. «Purtroppo non è una notizia inattesa – commenta Antonio Pergolizi, coordinatore Ambiente e legalità di Legambiente – è il risultato di un contesto in cui per anni l’assenza di una politica capace di governare il sistema dei rifiuti, ha fatto sì che la gestione degli interessi privati abbia prevalso su quelli collettivi. E’ evidente l’importanza della norma sugli ecoreati visto che viene contestato anche il reato di disastro ambientale. Attendiamo la conclusione delle indagini e riponiamo piena fiducia nella magistratura, ma speriamo che questa vicenda – conclude Maurizio Zara, vicepresidente Legambiente Umbria – serva a svegliare l’Umbria dal torpore».

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.