Luca Zaia

«Faccio un appello perché tutti gli amministratori pubblici chiariscano la loro posizione. Ci mettiamo poco a fare una sorta di #metoo». A dirlo è il governatore del Veneto, Luca Zaia, che oggi in conferenza stampa invita tutti gli eletti, dal Parlamento agli enti locali, a uscire allo scoperto e chiarire se hanno ricevuto il bonus Covid da 600 euro dall’Inps.

In base a quanto emerso domenica, infatti, ci sarebbero cinque parlamentari (tre della Lega, uno del M5s e uno di Italia viva) che avrebbero chiesto e ottenuto l’aiuto previsto malgrado lo stipendio d’oro puntualmente percepito durante il lockdow, ma anche oltre 2 mila amministratori pubblici che ne avrebbero comunque beneficiato, anche se su questo dato vanno fatti dei distinguo al momento non disponibili, tra governatori, assessori e consiglieri regionali ben retribuiti e chi, invece, governa piccoli municipi, dove le indennità sono molto contenute. «Non esprimo giudizi, ognuno avrà avuto le sue motivazioni – premette Zaia – io mi fermo molto prima: o sì o no». E aggiunge: «Oggi il ‘sentiment’ è pesante: i cittadini dicono ‘fuori i nomi’ e devono essere ascoltati. Altrimenti ne viene meno la credibilità della classe dirigente». In questo senso Zaia insiste dicendo, «spero che tutti gli amministratori facciano atto pubblico, anche per evitare la caccia all’untore». In fondo, sostiene il governatore, «ci mettiamo poco a fare una sorta di #metoo al contrario, per dire di non averlo fatto». Quanto a se stesso, Zaia garantisce: «Io non ho chiesto bonus né rimborsi per scelta di vita. La quasi totalità dei miei rimborsi li pago di tasca mia». Finora si sa che dei cinque parlamentari che hanno ottenuto il bonus, tre sono della Lega e sul loro destino Zaia dice «mi rimetto al segretario, che è stato chiaro e ha parlato di sospensione – afferma Zaia- è già un atto importante, significa fare un passo di lato, anche se non indietro, e sul fronte delle candidature significa perdere quel treno».

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