La protesta lungo la E45 (Foto F. Troccoli)

di Maurizio Troccoli

Si sono dati appuntamento a Perugia, nell’area di pian di Massiano, gli autotrasportatori che attraversano sistematicamente la E45 e la Perugia Bettolle, per un secondo giorno di manifestazione. Dopo la coda di venerdì, sabato i clacson dei camion e dei furgoni, sono tornati a squillare per dire no al pedaggio su questo tratto di superstrada, come annunciato dal governo. Ancora una volta una lunga fila a passo di luumaca.

Continua la protesta Ancora una volta clacson e sirene spiegate, bandiere delle associazioni di categoria, manifesti, slogan. E ancora una volta l’indignazione di un comparto economico e industriale da anni sotto la morsa della crisi, per un provvedimento che «destina l’Umbria all’isolamento». Questo sono ritornati a ribadire i camionisti e i lavoratori di questo settore. Le ragioni della protesta sono numerose: le difficoltà di un settore, la crisi economica delle famiglie e dei lavoratori, i disservizi e lo stato fatiscente delle strade e del manto, le tasse e i «balzelli» vari che tengono sotto scacco una categoria intera.

Iniziative anche a livello istituzionale Le istituzioni continuano ad annunciare che la protesta «non si ferma qui». Sono in programma infatti iniziative istituzionali, impegni presi da parte dei politici per aprire un confronto con il governo, mentre il mondo del lavoro di questo settore promette di rimanere sul piede di guerra.

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