©Fabrizio Troccoli

di Chiara Fabrizi 

Fioccano denunce sul caos del 21 marzo scorso nei centri vaccinali. Quattro uomini, tre di Perugia e uno di Terni, sono stati denunciati per falsa attestazione dai carabinieri del Nas di Perugia che hanno passato al setaccio gli elenchi dei soggetti che quel giorno hanno ricevuto la dose.

Mariti di avvocatesse In base a quanto emerge nei guai sono finiti i mariti di due avvocatesse, uno di Perugia e l’altro di Terni, che hanno accompagnato le mogli a fare la somministrazione e poi l’hanno ricevuta anche loro, pur non avendone titolo. Umbria24 aveva denunciato la corsa abusiva al farmaco, segnalando come in diversi fossero riusciti a ottenere il vaccino soggetti malgrado non ne avessero i titoli. Nei giorni scorsi era stato anche scoperto un altro caso di vaccinazione di abusiva: il marito di una dipendente dell’Università che era riuscito a imbucarsi negli elenchi, entrambi sono stati denunciati.

Quattro denunce Secondo quanto ricostruito dai militari del comandante Giuseppe Schienalunga il caos nei centri vaccinali del 21 marzo si è innescato perché molte prenotazioni della dose sono andate a vuoto e le liste di riserva non hanno permesso di compensare le assenze, innescando quello che gli investigatori definiscono come una sorta di passaparola. Nessun operatore sanitario addetto alla somministrazione o alla predisposizioni delle relative operazioni risulta denunciato ma, oltre ai due mariti delle avvocatesse, nei guai sono finiti altri due perugini: i loro nomi erano negli elenchi di coloro che il 21 marzo scorso hanno ricevuto la vaccinazione, ma in base alle verifiche del Nas non ne avevano titolo.

Avanti coi controlli In questo senso le verifiche degli uomini dell’Arma proseguono su migliaia di nominativi al fine di accertare la regolarità della campagna vaccinale, procedendo con esami che inevitabilmente sono a campione: al momento sono stati quindi scoperti cinque casi di vaccinazione abusiva e denunciate sei persone. Non attendere il proprio turno per la dose non è solo un illecito penale ma anche un comportamento grave considerando che, come evidenziano alcuni studi, una corretta campagna di vaccinazione, secondo le priorità opportune, significa salvare molte vite umane.

@chilodice

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