di Danilo Nardoni
«Mi piace fare le cose appieno. Se bevo è per ubriacarmi, se mangio è per saziarmi fino a vomitare. Non mi piacciono le persone, me ne innamoro. Per me tutto è intossicazione, l’unica cosa che conta». E lo ha sempre fatto, per tutta la vita. Sempre tutto appieno. Soprattutto per quel ballo che lo ha sempre accompagnato fin da piccolissimo. Essere semplicemente se stessi. Questo il suo più grande “balletto” ed insegnamento a pubblico e allievi. Il mondo piange il coreografo, attore, ballerino, mimo e regista britannico, oltre che apprezzato pittore, Lindsay Kemp, morto a Livorno a 80 anni. Anche l’Umbria lo piange. Per anni uno degli artisti più geniali, poliedrici e trasgressivi della scena mondiale degli ultimi 50 anni ha vissuto per molto tempo a Todi, creando proprio qui la sua compagnia. Con i suoi spettacoli ha esercitato un’influenza determinante in varie discipline artistiche e nella storia del rock, lavorando con artisti del calibro di Kate Bush, Peter Gabriel, Mick Jagger e soprattutto David Bowie. Con quest’ultimo, per un breve periodo furono amanti, più a lungo poi collaboratori. Fu Kemp infatti ad insegnare a Bowie come esprimersi attraverso il corpo.
Todi e l’Umbria Se si può scegliere un luogo per Kemp, questo è molto probabilmente l’Italia, prima dell’Inghilterra, dell’America o del Giappone: «In Italia mi hanno considerato un tesoro nazionale» ripeteva sempre. Oggi viveva a Livorno, ha lavorato a Roma e negli anni in cui ha vissuto a Todi ha creato la sua compagnia in Umbria, in un ex convento abbandonato e poi restaurato e diventato una Casa Studio nei pressi della città umbra. Come dargli torto per la scelta di Todi. Infatti, tantissimi americani e inglesi, molti dei quali attori, registi e artisti, si sono innamorati di questi luoghi e si sono stabiliti qui, come la scultrice newyorchese Beverly Pepper e il fotografo italoamericano George Tatge, solo per ricordare tra i più illustri oltre al coreografo inglese. E a ricordare questa sua permanenza tuderte è stata subito dopo la notizia della morte anche la presidente della Regione Umbria Catiuscia Marini: «Mi ha fatto piacere averti conosciuto grande farfalla» il saluto della presidente Marini con post sul suo profilo Facebook, come ha riportato l’Ansa, che ha voluto salutare Kemp che per molti anni ha vissuto a Todi durante il suo mandato di sindaco. «Venne da me – ha scritto Marini – per avere l’autorizzazione a fare le prove di danza nel Parco della Rocca. Saliva da via Cesia verso la piazza con le sue enormi ali con le quali realizzava la sua danza leggera e scenografica. Una volta l’ho incrociato ed osservavo gli sguardi perplessi di alcuni cittadini pensando che un altro originale si era aggiunto alla piazza. No era solo il grande Lindsay – ha concluso Marini – brillante originale provocatorio leggero sorridente ed ironico».
L’omaggio del Todi Festival Anche il Todi Festival ricorda il grande coreografo e sarà osservato un minuto di silenzio prima dello spettacolo inaugurale. «L’odierna scomparsa di un grande artista come Lindsay Kemp – dichiara Eugenio Guarducci, direttore artistico Todi Festival – non può non essere ricordata nel giorno di apertura del Todi Festival. La memoria di questo grande coreografo, attore, ballerino, mimo e regista britannico, ispiratore di grandissimi artisti del mondo del rock, è presente nella comunità tuderte che lo ha visto suo concittadino per diversi anni, come già ricordato anche dalla presidente della Regione Umbria Catiuscia Marini. Per questo motivo, di comune accordo con il sindaco Antonino Ruggiano e con la compagnia ‘Teatrodante Carlo Monni’ abbiamo deciso di ricordarlo osservando un minuto di silenzio prima dell’inizio dello spettacolo inaugurale ‘Maratona di New York’».
Annuncio Ha sempre ballato Kemp, fin da piccolo, ricordava sempre nelle sue interviste. E ora continuerà a farlo. Almeno così vogliamo sperare. La notizia della morte è infatti arrivata inaspettata dalla pagina Facebook ufficiale di Lindsay Kemp’s Last Dance, documentario dedicato all’artista e firmato dall’artista Nendi Pinto-Duschinsky. «Siamo molto dispiaciuti di dirvi che Lindsay è spirato ieri sera. E’ stata una cosa improvvisa, aveva avuto una giornata perfetta, provando con i suoi allievi, stava per proseguire il lavoro sulla sue memorie, stava per partire in tour».
Icona Dopo gli anni in accademia navale, dalla quale fu espulso per aver interpretato una Salomè ricoperto solo di carta igienica («e la ragione dell’espulsione fu lo spreco di carta!»), e gli studi d’arte al Bradford College con il pittore David Hockney, finalmente nel 1968 arriva la fama con ‘Flowers’: «Lo produssi con 500 sterline ricevute in eredità da una zia e da lì per 25 anni ho girato tutto il mondo, sempre attaccato per oscenità» raccontava a Milano nel suo discorso di ringraziamento per il riconoscimento dell’Accademia di Belle Arti di Brera che gli conferiva un diploma honoris causa. Kemp ha influenzato l’immaginario popolare non solo con spettacoli come ‘Nijinsky’, ‘Mr Punch’ e ‘Onnagata’. L’eredità dell’inglese si è allargata anche al mondo della musica: fra i suoi allievi si contano infatti Kate Bush, Peter Gabriel e David Bowie con il quale collaborò nel tour mondiale ‘Ziggy Stardust’ del 1972 con quel mix di rock e teatro ancora oggi inarrivabile. Di lui Bowie disse: «La vita di Kemp è la cosa più teatrale che io abbia mai visto. Mi sono unito al circo».
