mercoledì 23 ottobre - Aggiornato alle 04:25

Foligno, giovani rilevano negozio di dischi ed evitano la chiusura: ecco Supersonic Record Store

Lo storico negozio di dischi Marbulli passa il testimone. La città così continuerà ad avere un rivenditore di cd e vinili dedicato però anche ad eventi musicali

Nuovo negozio di dischi a Foligno
La vetrina del negozio di dischi

di Danilo Nardoni

Da qualche anno, nel mese di aprile, con un Record Store Day si celebrano i negozi di dischi. Luoghi ormai, purtroppo, sempre più in via d’estinzione. Alcuni chiudono inesorabilmente e con un destino già scritto, visti i nuovi modi per l’ascolto della musica. Altri cercano di resistere. Ci sono invece record store, proprio come lo storico Marbulli di Foligno, che con un nuovo nome e una nuova gestione rilanciano. Perché a quanto pare, tra il ritorno sulle scene del vinile e la voglia di continuare ad avere tra le mani un supporto fisico come il cd, sembra che questa fiammella non sia destinata a spegnersi definitivamente. Foligno così continuerà ad avere ancora un negozio di dischi e la musica quindi prosegue, con lo store Marbulli che passa il testimone al giovane staff del locale di musica dal vivo Supersonic, da alcuni anni aperto nella zona industriale della Paciana.

Nuovo nome e nuova veste Supersonic Record Store è il nuovo nome, con relativa nuova veste, del negozio di dischi di via Nazario Sauro, per continuare così una tradizione e un sogno lunghi 70 anni. I proprietari del tempio folignate della musica ‘Musical Marbulli’, aperto dal secondo dopoguerra, hanno passato il testimone della loro attività al nutrito staff del Supersonic Music Club che già da qualche giorno ha riaperto i battenti dello storico negozio di dischi. Un sogno che prosegue e che ridona la possibilità a tutti gli amanti della musica di continuare ad avere un punto vendita specializzato per quanto riguarda cd, vinili, musicassette e vendita dei biglietti per i concerti. La vecchia gestione, condotta dalla famiglia Marbulli, dopo l’annuncio della chiusura nei mesi scorsi e lo speciale appello rivolto alle nuove leve invitandole a cimentarsi nella coinvolgente avventura della diffusione della cultura musicale attraverso la vendita di dischi, ha trovato i suoi “eredi” nel gruppo di under 30 che gestisce con successo il Supersonic Music Club di via Andrea Vici.

Non solo vendita dischi Il progetto del team Supersonic è quello di tornare a far salire la febbre della musica in città attraverso non solo la vendita al dettaglio di dischi, ma anche con eventi, incontri con gli artisti e piccoli concerti all’interno del punto vendita che potrà essere vissuto anche come punto di riferimento e d’incontro per tutti gli amanti della cultura. Sarà qui possibile infatti, nelle intenzioni dei nuovi gestori, confrontarsi e scambiarsi pareri sulle nuove tendenze ma anche sugli intramontabili classici. Attraverso serate di musica dal vivo, proiezioni e tanto altro, la prima sinergia annunciata è quella con l’etichetta folignate BVRecords. Il punto vendita rimarrà aperto fino al 31 dicembre, poi a partire dai primi giorni dell’anno si darà avvio ai lavori di allestimento dei locali che nel raggio di qualche settimana saranno pronti per dare impulso ad una nuova entusiasmante avventura sotto il segno della cultura musicale e della condivisione.

Rifugio fuori dal tempo Il Supersonic Record Store è annunciato dai gestori come “un rifugio fuori dal tempo” dove l’imperativo sarà solamente quello della qualità dell’ascolto, un aspetto che purtroppo si è andato gradualmente perdendo con l’avvento di internet e della pirateria informatica. Nel modo di ascoltare la musica è infatti in atto da tempo una rivoluzione, con musica e tecnologia che sono da sempre però legate tra loro. Musicassette prima e compact disc poi sono subentrati al vinile. Poi è iniziata l’era della musica digitale di massa. E così dai vinili e dai cd si è passati all’mp3 e poi alle piattaforme streaming: i supporti hanno cominciato a sparire, con smartphone e tablet si accede a sconfinate playlist. La musica diventa “eterea” ma perde molto di quell’immaginario che solo un supporto fisico può contribuire a far percepire.

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