La mostra a San Pietro (foto F.Troccoli)

di Angela Giorgi

Quarantasei opere per riscoprire un artista a volte relegato in secondo piano, accusato perfino di essere un copista. La mostra ‘Sassoferrato. Dal Louvre a San Pietro: la collezione riunita’, visitabile dall’8 aprile all’1 ottobre nel complesso monumentale di San Pietro, a Perugia, è un’occasione per comprendere l’arte di Sassoferrato in un’esposizione, curata da Vittorio Sgarbi e Cristina Galassi, in cui viene affiancato a prototipi come Perugino, Raffaello e Tintoretto.

Anteprima della mostraPrima dell’inaugurazione pomeridiana, la mostra è stata aperta in anteprima per la stampa, alla presenza di Franco Moriconi, rettore dell’ateneo di Perugia e presidente della fondazione per l’Istruzione agraria, della professoressa Cristina Galassi, curatrice dell’esposizione insieme a Vittorio Sgarbi, e di Teresa Severini, assessore alla cultura del Comune di Perugia. «La mostra che inauguriamo oggi rappresenta un’occasione formidabile per comprendere questo artista ed è, al tempo stesso, una grande opportunità per immettere la fondazione per l’Istruzione agraria nel circuito delle istituzioni attive nella diffusione della cultura e nella valorizzazione del patrimonio artistico», ha sottolineato Moriconi. L’esposizione intende anche contribuire a rilanciare il complesso di San Pietro, un luogo ricchissimo di arte. Con le sue 1.184 opere, il complesso è la seconda raccolta della regione, dopo la Galleria nazionale dell’Umbria, e potrebbe diventare in futuro un museo, come prefigura il rettore.

FOTOGALLERY: L’ANTEPRIMA DELLA MOSTRA

Dal Louvre a Perugia Sottolineando l’importanza di comunicare e promuovere la mostra anche all’estero tramite gli Istituti di Cultura italiana e le ambasciate, l’assessore Severini l’ha definita «un ponte tra Perugia e Parigi». Grazie all’esposizione, infatti, torna “a casa” temporaneamente ‘L’immacolata concezione’, straordinariamente concessa dal Louvre. Si tratta del secondo prestito all’Umbria, dopo la predella del Signorelli. «È particolarmente importante in questo periodo testimoniare la vitalità culturale di Perugia, anche al di fuori dei confini nazionali», ha concluso l’assessore.

FOTO: IL RITORNO A CASA DELL’IMMACOLATA CONCEZIONE
VIDEO: IL RITORNO A CASA DELL’IMMACOLATA CONCEZIONE

Sassoferrato: molto più di un copistaUn fabbricante di immagini sacre o un copista: sul Sassoferrato si è discusso a lungo. Anche il grande critico d’arte Federico Zeri ha contribuito a riscoprire il valore dell’artista, capace di saldare la cultura figurativa rinascimentale di Perugino e di Raffaello al Seicento classico della scuola bolognese. «Uno dei pezzi più importanti in mostra è la ‘Maddalena’ del Tintoretto proveniente dai musei Capitolini, che Sassoferrato rilegge con la propria sensibilità devozionale», ha spiegato la curatrice Galassi. Se è vero che la condanna alla copia non vale nel mondo dell’arte, anche le Madonne di Sassoferrato assumono un nuovo significato: dalla qualità smaltata del colore alla plasticità dei volti, queste sacre rappresentazioni rivelano la capacità dell’artista di misurarsi con la tradizione ma al tempo stesso di rinnovarla.

Sgarbi inaugura la mostraProprietaria di una Madonna e di una Santa Caterina da Siena con Gesù Bambino è la fondazione Cavallini Sgarbi: in duplice veste di prestatore e curatore, presenza ormai costante nelle mostre umbre, Sgarbi arriva a San Pietro nel pomeriggio per l’inaugurazione. Oltre a Moriconi, Severini, Galassi e Sgarbi, sono intervenuti durante la cerimonia di inaugurazione anche l’onorevole Ilaria Borletti Buitoni (sottosegretario di Stato Mibact), Marica Mercalli (soprintendente Archeologia, belle arti e paesaggio Umbria), Marco Pierini (direttore della Galleria nazionale dell’Umbria), Giustino Farnedi (abate di San Pietro), Giampiero Bianconi (presidente della fondazione Cassa di risparmio di Perugia) e Catiuscia Marini (presidente Regione Umbria). «Questa mostra deve essere un segnale di ripartenza, insieme alla mostra delle opere recuperate dal sisma che verrà inaugurata l’11 aprile alla rocca di Spoleto», ha dichiarato la presidente Marini. «Non dimentichiamoci che è stato il terremoto delle terre di San Benedetto: un legame profondo unisce la Valnerina al complesso di San Pietro».

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