di Daniele Bovi
Dove sarà costruito il nuovo termovalorizzatore da 160 mila tonnellate che, secondo quanto annunciato giovedì dalla giunta regionale, entrerà in funzione dal 2028. Politicamente il nodo più delicato sarà questo ma in attesa di capire dove molte aree della regione possono già essere escluse. Nel piano c’è infatti una mappa che mostra quali aree – tenendo conto di zone protette, aree boscate, vincoli paesaggistici, urbanistici, ambientali e così via – non possono ospitare l’impianto; indicativamente, circa il 60 per cento del territorio umbro è escluso ma la percentuale – tenendo conto anche di altri fattori pro (come ad esempio la vicinanza di un impianto industriale dismesso) e di quelli «sfavorenti» – è un po’ più alta. Come si vede dalla mappa, le aree potenzialmente idonee sono essenzialmente quelle di parte del Perugino, dell’Alta valle del Tevere, alcune zone della fascia appenninica (tra le ipotesi circolate c’è anche quella dell’ex Merloni), della Media valle del Tevere, di parte del Narnese e della zona a ovest del Trasimeno. «La localizzazione dell’impianto – ha detto giovedì l’assessore Roberto Morroni a proposito della patata bollente – la deciderà l’Auri».

