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La Tk-Ast di notte
La Tk-Ast (Foto di Luca Pisu)

di M.R.

Una porta sfondata, un’intera palazzina occupata, un vero e proprio assedio all’allora amministratore delegato di Ast Lucia Morselli e ad altri apicali dell’acciaieria chiusi in ufficio per siglare le carte di un passaggio che per il management era una formalità, per le parti sociali un affronto, una minaccia.

Vertenza Ast «Eravamo tutti in ostaggio» ha raccontato di recente qualcuno a Umbria24, per qualcun altro era il giorno di un compleanno alternativo, per chiunque una giornata inaspettata, un fuori programma tra quelli a più alta tensione consumatisi durante la vertenza del 2014. Portare fuori dalla torre centinaia di lavoratori su di giri non fu semplice e l’assedio durò per ore e ore, dal primo pomeriggio fino all’alba del giorno successivo. Si narra che la polizia in borghese, creando un diversivo su viale Brin, riuscì a consentire l’uscita dei vertici aziendali dopo un’esperienza estenuante. Alcuni poliziotti in particolare, di fronte alle decine di lavoratori rimasti, dopo tutto quel tempo, con le cesoie finsero di essere pronti a tagliare una catena lungo viale Brin, indicando quello come il punto dal quale sarebbe uscita l’auto con la numero uno di Ast che invece con la complicità di altri agenti lasciò l’azienda dal retro. Racconti, ricostruzioni di fatti, ricordi più o meno lucidi. Una delle tante versioni di quella giornata storica, il 31 luglio di sette anni fa.