venerdì 6 dicembre - Aggiornato alle 12:45

Rampiconi eletto segretario della Fiom di Terni: «Manager Ast poco trasparenti»

Con lui il numero uno nazionale Re David: «Serve piano industriale, se Thyssen ha problemi non li scarichi su chi dà ricchezza al Gruppo»

Rampiconi eletto segretario provinciale Fiom

di Lo.Pul.

Alessandro Rampiconi eletto segretario della Fiom-Cgil di Terni con 61 voti favorevoli (una scheda bianca e un astenuto). L’assemblea generale dei metalmeccanici, riunitasi venerdì mattina all’hotel Michelangelo, presente anche la segretaria nazionale della sigla, Francesca Re David, ha affidato la guida delle tute blu all’operaio 43enne della Acciaieria di Terni, che prende il posto di Claudio Cipolla, eletto un paio di settimane fa segretario provinciale della Cgil.

Re David: «Piano industriale per Ast» Il numero uno della Fiom, sollecitata da Umbria24 sulla crisi di liquidità di Thyssen e le ripercussioni sul sito siderurgico di viale Brin ha detto: «I lavoratori di Ast da tempo aspettano un piano industriale che guardi al futuro e che noi rivendichiamo. Se Thyssen ha problemi faccia chiarezza senza pensare di scaricarli a chi dà ricchezza al Gruppo. Credo che i metalmeccanici e i siderurgici ternani abbiamo ampiamente fatto la propria parte, con accordi complessi e faticosi e ora meritano il rispetto». Rampiconi ha rinnovato la solidarietà la solidarietà della Fiom di Terni a tutti i lavoratori di Taranto: «È vero che fa effetto vedere oggi a Taranto Lucia Morselli (ex ad di Ast) e Ferrucci, ma ricordiamoci che parliamo di produzioni diverse: gli acciai comuni con il ciclo integrale da altoforno hanno come materia prima il minerale; gli acciai speciali di Terni, invece, sono prodotti da forno elettrico che hanno il rottame come materia prima».

Rampiconi: «Manager Ast poco trasparenti» Il neo eletto segretario dei metalmeccanici di Terni ha poi detto che «se devo fare un’analogia la faccio con il mercato dell’auto dove rimarranno 4-5 competitor a livello mondiale. Lo stesso – ha proseguito – sta accadendo per l’acciaio e questa ristrutturazione coinvolgerà, inevitabilmente, gli acciai comuni, ma anche la nicchia degli acciai speciali. A Terni, non ce ne voglia nessuno – ha aggiunto – abbiamo un management che troppo spesso è poco trasparente o quanto meno nebuloso su volumi produttivi e sull’organizzazione del lavoro. Ancora dobbiamo capire se la produzione degli acciai speciali rientra o no nel core business della Thyssen». Ad accrescere le preoccupazioni ci sono poi i dati occupazionali: «Nel 2008 – ha sottolineato Rampiconi – l’Inps ha registrato circa 7.900 lavoratori che hanno lavorato almeno una giornata in aziende metalmeccaniche della provincia, per un totale di circa 2,2 milioni giornate lavorate. Nel 2018 i lavoratori erano quasi 2000 di meno con un calo di 500 mila giornate lavorate». Secondo il neo segretario della Fiom di Terni «a pagare il conto di questa crisi occupazionali sono stati molto spesso i lavoratori degli appalti ed è proprio qui che vogliamo sperimentare la contrattazione inclusiva, per dare una rappresentanza e risposte ai bisogni dei somministrati, di chi lavora nella mensa, nel multiservizi, in edilizia o è un metalmeccanico, senza però appartenere alla stessa azienda. Lì c’è plasticamente rappresentata la frammentazione del lavoro».

I commenti sono chiusi.