lunedì 23 settembre - Aggiornato alle 02:58

Eskigel Terni, la rivolta dei lavoratori stagionali precari: due ipotesi dal prefetto

«Il decreto dignità in questo caso penalizza le maestranze storiche, va rivisto. All’azienda chiediamo tavolo inclusivo»

di M. R.

Un boomerang. Così è stato definito il decreto dignità per i lavoratori stagionali: «Restano fuori quelli con maggiore esperienza». Accade all’Eskigel di Terni, lo stabilimento di via Vanzetti che produce gelati per conto terzi, soprattutto per la grande distribuzione organizzata e occupa all’incirca 500 dipendenti (di cui 300 somministrati), soprattutto donne. Lunedì mattina è esplosa la protesta proprio degli interinali, capitanati dai segretari delle sigle sindacali di categoria, Luca Solano (Nidil), Rocco Ricciarelli (Felsa) e Roberta Giovannini (Uiltemp) che nel pomeriggio poi sono stati accolti dal prefetto.

«SALIREMO DAL PREFETTO NEL POMERIGGIO»

FOTOGALLERY

«VOGLIAMO VIVERE, NON SOPRAVVIVERE»

«La dignità non è un costo» «L’aumento contrattuale dello 0,5 ad ogni rinnovo – spiegano tecnicamente i sindacati -, dovuto all’entrata in vigore del decreto dignità ed un’estrema flessibilità utilizzata in quella fabbrica, porta ad un turn over di lavoratori e lavoratrici con elevata esperienza professionale. Prevedere altre fattispecie di attività stagionali escluse dal Dpr 1525/1963 è una priorità non più rimandabile, anche perché appare chiaro che chi fabbrica gelati sia stagionale. Chiediamo al contempo – proseguono Solano, Ricciarelli e Giovannini – l’indizione di un tavolo congiunto tra azienda e agenzie per il lavor, che ci consenta di salvare per figure professionali a rischio esclusione». Una lavoratrice spiega: «Sempre più precari, nessuna garanzia per mamme che anche da sole mantengono le famiglie. Dobbiamo assolutamente trovare una soluzione».

Sit -in lavoratori e sindacati Al presidio, al quale sono intervenuti i rappresentanti nazionali delle categorie (Giuseppe Cillis, Mattia Pirulli e Pasquale Lucia), hanno partecipato in segno di solidarietà anche sindacalisti delle categorie degli agroalimentaristi (Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil) e delle confederazioni regionali e territoriali di Cgil, Cisl e Uil. «La manifestazione unitaria di lunedì mattina ci vede sostanzialmente impegnati per l’unico obiettivo di rappresentare il disagio di lavoratori stagionali – hanno fatto sapere Luca Solano (Nidil Cgil), Rocco Ricciarelli (Felsa Cisl), Roberta Giovannini (Uiltemp)-. Chiediamo per questo la revisione dell’aumento contributivo dello 0,5 per cento, introdotto dal Decreto Dignità, ad ogni rinnovo contrattuale. Questo rischia di penalizzare ulteriormente i lavoratori più deboli e paradossalmente quelli con più anzianità lavorativa. Ciò potrebbe comportare per l’azienda una perdita di professionalità maturate nel tempo e ingenerare un pericoloso meccanismo di turn over. Il nostro auspicio -hanno aggiunto- è quello di trovare soluzioni condivise attraverso strumenti concertativi con Agenzia e Eskigel per salvaguardare la continuità occupazionale».

Il tavolo L’incontro con il rappresentante del governo (che nei prossimi giorni comunque lascerà i suoi uffici visto che andrà in pensione) ha posto al centro del dibattito due scenari: il primo riguarda la volontà del prefetto di attivarsi con Roma per capire quali margini ci siano per intervenire sulle norme che riguardano la stagionalità, in particolare gli aspetti più critici; il secondo la possibilità di aprire un tavolo a cui partecipi anche l’azienda già a partire da settembre.

I commenti sono chiusi.