lunedì 26 agosto - Aggiornato alle 06:49

Terni, presidio dei lavoratori Eskigel: «Precarietà anche psicologica»

Mobilitazione degli interinali impiegati nell’azienda alimentare, sindacati: «Contributo addizionale un boomerang»

Eskigel

Scatterà alle 10 del 22 luglio, davanti alla see della prefettura ternana, il presidio dei lavoratori somministrati Eskigel, organizzato dai sindacati di categoria della provincia di Terni, Nidil Cgil, Felsa Cisl e Uiltemp; un’iniziativa di protesta nell’ambito della vertenza dei lavoratori precari di una delle principali aziende del settore alimentare in Umbria, quella di via Vanzetti a Terni.
«Il percorso che ci ha portati a questa mobilitazione – spiegano Luca Solano (Nidil), Rocco Ricciarelli (Felsa) e Roberta Giovannini (Uiltemp) – è stato molto complesso e chiaramente l’appuntamento di lunedì va considerato un punto di partenza e non di arrivo».

Eskigel Terni «In questi anni nell’azienda, una delle poche rimaste nel territorio con prevalente occupazione femminile – continuano i tre sindacalisti – si è assistito ad una applicazione della somministrazione che non ha salvaguardato in pieno la continuità occupazionale dei lavoratori e, fino allo scorso anno, all’uso massiccio di missioni brevi e reiterate che ha reso precario ciò che fino a poco tempo prima consentiva alle persone di sopravvivere». In questo quadro, secondo Nidil, Felsa e Uiltemp, il decreto dignità non è stato affatto risolutivo: «Fa piacere l’interessamento dell’onorevole Tiziana Ciprini (M5s), considerando che tale decreto lo ha fortemente voluto il Movimento. L’inserimento del contributo addizionale dello 0,5 ad ogni rinnovo, utile a disincentivare i rapporti a tempo determinato, andrebbe però rivisto con urgenza nelle attività stagionali, per evitare, come sta avvenendo in questa realtà, che lo strumento diventi un boomerang».

Decreto dignità Secondo i sindacati, infatti, l’uso dell’addizionale nelle attività stagionali andrà a penalizzare i lavoratori con maggiore anzianità lavorativa, mettendoli a rischio di un mancato rinnovo di contratto. «Il nostro obiettivo – concludono Solano, Ricciarelli e Giovannini – è di costruire un tavolo di confronto con l’utilizzatore e l’agenzia di somministrazione, per definire ogni possibile strumento contrattuale in grado di mettere in sicurezza tante lavoratrici e lavoratori che vivono una condizione di precarietà sia nel lavoro che psicologica».

I commenti sono chiusi.