di M. R.
L’imprenditore campano Francesco Agnello, attraverso lo studio Gianni&Origoni, rinnova ancora una volta la manifestazione di interesse per Sangemini, Amerino e, se necessario, l’intero gruppo Ami, compresi dunque anche gli stabilimenti Norda e Gaudianello. Tramite Umbria24, Agnello in particolare torna a fare pressing sul commissario giudiziale, nominato dalla sezione fallimentare del Tribunale di Milano circa un anno fa al preciso scopo di vigilare sull’attività della società delle acque minerali.
Sangemini Il Palazzo di giustizia deve esprimersi sul piano concordatario presentato dal numero uno di Acque minerali d’Italia, Massimo Pessina, per la ristrutturazione di un debito che ammonterebbe a circa 170 milioni di euro. Dai siti umbri i segnali non sono certo quelli di un’azienda in salute o in ripresa: è scattata la cassa integrazione e lavoratori e sindacati di categoria Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Uil lamentano «un preoccupante crollo delle vendite dovuto a inadeguate strategie commericali». È nel solco di questa situazione che Agnello torna a farsi avanti col suo progetto ‘Sangemini Italia’ che, stando a sue dichiarazioni, sarebbe teso a valorizzare proprio i marchi storici dell’azienda. Davanti all’ipotesi di riorganizzazione e tagli al personale, dall’esterno, l’imprenditore di Torre Annunziata si dice pronto, qualora gli venisse concesso di acquisire il gruppo, ad assumere tutta forza lavoro, zero esuberi; ma è chiaro che sarà l’autorità competente a misurare le proposte sul tavolo. Sin qui, ad Agnello, non è stato concesso neppure l’avvio di una due diligence più volte richiesta. Non più tardi di un mese fa, dalle parti sociali il monito: «Vagliare tutte le offerte».
