I rappresentanti di Fondazione Cr Perugia, UJ e Università

di Daniele Bovi

Ripartire dalla fine. Quello che avrebbe dovuto essere l’ultimo concerto dell’edizione 2020 di Umbria jazz, cancellata causa pandemia, diventerà una sorta di ripartenza «per provare a riappropriarci di una nuova normalità». Lunedì all’aula magna del rettorato, Università di Perugia, Regione, Comune, Fondazione Cr Perugia e Umbria jazz hanno presentato il concerto che si terrà domenica 19 alle 20.30 al chiostro del rettorato, al centro del quale c’è un grande cedro, albero molto amato da tutta la comunità universitaria. Lì sopra saliranno Paolo Fresu e Daniele di Bonaventura, mentre sotto siederanno i membri dell’Orchestra da camera di Perugia; «Two for tree and orchestra» è il titolo scelto per la serata nell’ambito del progetto «Jazz goes to university».

IL MANIFESTO DEGLI EVENTI ESTIVI

Il concerto Una serata certamente molto suggestiva durante la quale la tromba di Fresu, il bandoneon di Di Bonaventura e l’orchestra suoneranno materiale scritto appositamente per il concerto oltre che alcuni brani da «Altissima luce» e «In maggiore», due dei dischi che rappresentano una ormai lunga collaborazione tra i due musicisti (nel primo, suonato per la prima volta nel 2017 alla basilica di San Pietro, ha collaborato anche l’orchestra). In tutto, al di là degli addetti ai lavori, potranno assistere 86 persone (prenotazioni saranno possibili attraverso il sito del festival), ma il concerto sarà trasmesso in diretta da Radio Montecarlo (a condurre la serata Nick the Nightfly e Rosaria Renna) e anche in streaming, così da permettere al maggior numero possibile di persone di vedere e ascoltare.

Collaborazione Un mix di musica, natura, cultura e sostenibilità ambientale, strada intrapresa su più fronti dal festival da alcuni anni. «Grazie Italia, grazie italiani» è l’altro possibile titolo suggerito dal rettore Maurizio Oliviero dato che «con questo concerto – ha sottolineato – le istituzioni culturali umbre vogliono ripartire e abbracciare e ringraziare idealmente tutto il paese per quanto fatto durante i mesi di emergenza sanitaria». Il concerto rappresenta la prima forma di collaborazione tra UJ e l’Ateneo, «entrambi punti di riferimento, anche identitario, in grado di guardare al mondo; speriamo sia solo la prima di una lunga serie di iniziative insieme». Anche Oliviero ha voluto mettere l’accento sulla sostenibilità, parlando di «un segnale forte che vogliamo mandare», anche guardando al futuro. «Questa – ha detto poi – è una regione in salute dove venire a studiare in piena sicurezza».

Nuovo inizio Per Gianluca Laurenzi, membro del cda della Fondazione e con tutta probabilità prossimo presidente (giovedì è previsto il rinnovo delle cariche), l’iniziativa è «in linea con gli impegni e le azioni intraprese da Umbria Jazz a sostegno di politiche e comportamenti improntati alla sostenibilità ambientale». Una serata che segna anche l’inizio di una partnership tra le due istituzioni: «Dobbiamo collaborare con tutti – ha detto Laurenzi – perché da soli non è possibile farcela». Paola Agabiti, assessore alla Cultura, ha parlato di un evento «che unisce arte, spettacolo, cultura, sostenibilità ambientale. Il Covid – ha proseguito – ha messo a rischio tante programmazioni regionali ma l’Umbria sta dimostrando che, grazie alle misure prese e al senso civico dei cittadini, si può vincere la sfida della ripartenza». Anche per l’assessore comunale alla Cultura Leonardo Varasano il 19 luglio sarà un giorno «carico di significati», grazie al luogo dove si svolgerà e perché celebrerà un «nuovo inizio per la città, per l’Ateneo, per la regione e per Umbria jazz».

Twitter @DanieleBovi

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