montana

di Massimo Colonna e Marta Rosati

Una vasta operazione di polizia ha portato all’arresto di 14 soggetti tra fornitori di stupefacenti e pusher. L’antidroga è entrata in azione nella notte anche con l’ausilio di un elicottero. Nove le perquisizioni effettuate, per altrettante persone è scattata la denuncia a piede libero; nella prima mattinata di giovedì sono state poi eseguite le ordinanze di custodia cautelare: sette soggetti sono finiti in carcere, l’altra metà è ai domiciliari. Sequestrari due chili e mezzo di cocaina, 100 grammi di Mdma, mezzo chilo di marijuana, 100 grammi di hashish e 39 proiettili calibro 38 special.

IL VIDEO DEGLI ARRESTI 

Operazione ‘Montana’ In azione 150 uomini tra Terni e Roma che hanno sgominato una vera e propria banda criminale multietnica, dentro italiani, albanesi, tunisini e peruviani) accusati di spaccio di stupefacente in concorso, un giro d’affari di centinaia di migliaia di euro al mese. Droga di ogni tipo acquistata a Roma, hashish, coca, marijuana, droghe sintetiche. Gli spacciatori, senza vergogna, erano soliti incontrarsi pure in chiesa. L’indagine della sezione antidroga della squadra mobile di Terni diretta dal commissario capo Davide Caldarozzi, coordinata dal prouratore capo Alberto Liguori e dal sostituto Marco Stramaglia, rientra nel progetto di prevenzione e repressione promosso dal questore Antonino Messineo. È cominciata a seguito dell’arresto nel 2017 di un albanese che di ritorno da Roma è stato scoperto trasportava cocaina purissima.

La banda criminale Di lì a poco una serie di altri arresti (cinque) e 15 denunce hanno fatto emergere sempre maggiori particolari e portato gli agesnti sulla pista giusta per ricostruire l’intera rete criminale, composta perlopiù da pluripregiudicati; tra questi un tarantino di 66 anni residente a Terni già noto per rapine, estorsioni e reati di droga. Gli altri della banda tutti di età compresa tra i 25 e i 35 anni: il figlio dell’uomo, tre ternani, un napoletano, tre tunisini, due albanesi e un peruviano oltre a due soggetti residenti nella capitale (un italiano e un albanese). La centrale operativa dello spaccio era stata allestita all’interno di un bar, un locale pubblico dai tavoli del quale le figure di vertice gestivano lo spaccio prendendo accordi con fornitori e consumatori anche attraverso dei pizzini poi successivamente bruciati.

Lo spaccio di droga a Terni Il più attivo all’interno della banda uno dei tre ternani che in una fitta boscaglia alla periferia della città si occupava del taglio e della preparazione delle dosi per lo spaccio al minuto che avveniva a bordo dello scooter.

Il modus operandi La rete criminale, composta per lo più da pluripregiudicati (e, tranne uno, tutti tra i 25 e i 35 anni), prevedeva un tarantino di 66 anni, residente a Terni, che vanta nel suo curriculum criminale rapine, estorsioni e naturalmente spaccio di stupefacenti, suo figlio convivente, tre giovani ternani già noti alla polizia, un napoletano, tre tunisini, due albanesi, e un peruviano, oltre a due persone residenti a Roma: un italiano ed un altro albanese. Il luogo di ritrovo e dello spaccio, la vera e propria centrale operativa, era stata fissata in un locale pubblico, allocato in una via molto trafficata della città di Terni, poco fuori dal centro cittadino.

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.