martedì 20 novembre - Aggiornato alle 16:55

Terni, detenuto trovato morto in cella: «La situazione è drammatica»

L’allarme di Capece, segretario generale del Sappe: «Altro caso critico giorni fa ad Orvieto»

Il carcere di Sabbione

Un detenuto di nazionalità moldava, di 30 anni, è stato trovato morto nel suo letto. A darne notizia è Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria, il Sappe. «Questa mattina nel carcere di Terni i colleghi hanno trovato morto nel suo letto un detenuto comune, di nazionalità moldava e di 30 anni, ristretto per furto. La situazione nelle carceri resta allarmante: altro che emergenza superata. Dal punto di vista sanitario è semplicemente terrificante: secondo recenti studi di settore è stato accertato che almeno una patologia è presente nel 60-80 per cento dei detenuti. Questo significa che almeno due detenuti su tre sono malati. Tra le malattie più frequenti quelle infettive, che interessano il 48 per cento dei presenti. A seguire i disturbi psichiatrici, le malattie osteoarticolari, quelle cardiovascolari, problemi metabolici e dermatologici».

Il caso Orvieto Capece torna poi sull’altro evento critico avvenuto nei giorni scorsi sempre in Umbria: «A Orvieto invece un detenuto italiano semilibero che lavora presso noto ristorante di Orvieto non è rientrato all’orario prestabilito in carcere. I carabinieri della compagnia di Orvieto, allertati prontamente dalla Polizia Penitenziaria hanno iniziato le ricerche e hanno trovato il detenuto all’interno del ristorante, addormentato e in stato confusionale. Lo stesso ha poi confessato di aver usato sostanze stupefacenti e di essersi addormentato. Ha quindi consegnato contestualmente e volontariamente la sostanza ai carabinieri che, dopo i dovuti e necessari accertamenti e la scoperta di altra sostanza, lo hanno riaccompagnato al penitenziario cittadino. Il carcere di Orvieto e lo staff dirigenziale ancora all’attenzione della cronaca, per l’individuazione dei beneficiari di importanti misure alternative come la semilibertà e come i permessi premio dai quali sono scaturite ben 6 evasioni nell’ultimo anno e per ultimo questo increscioso episodio che ha lasciato sgomenti i cittadini di Orvieto».

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