martedì 16 ottobre - Aggiornato alle 03:30

«Luigi Chiatti non è uscito dal carcere né ha mai chiesto la semilibertà»

«Luigi Chiatti non ha mai lasciato il carcere». Gli avvocati Guido Bacino e Claudio Franceschini, i suoi difensori smentiscono la notizia riportata stamattina da alcuni quotidiani secondo cui il geometra avrebbe ottenuto un permesso premio.

Luigi Chiatti noto come il "Mostro di Foligno"

«Luigi Chiatti non ha mai lasciato il carcere». E’ l’avvocato Guido Bacino, uno dei difensori del “Mostro di Foligno” a smentire la notizia riportata stamattina da alcuni quotidiani secondo cui il geometra, detenuto a Firenze, avrebbe ottenuto un permesso premio nel giugno scorso. Il legale, dopo avere consultato anche i genitori di Chiatti, ha anche smentito che questi abbia presentato domanda per ottenere la semilibertà o si accinga a farlo. «Notizie non vere nel modo più assoluto», ha aggiunto l’avvocato Bacino che ha difeso il geometra folignate insieme al collega Claudio Franceschini.

Chiatti sta scontando 30 anni di reclusione per l’omicidio di Simone Allegretti, 4 anni, e Lorenzo Paolucci, 13. Delitti compiuti a Foligno il 6 ottobre del 1992 e il 7 agosto del ’93 quando venne arrestato dalla polizia. Al termine del processo di primo grado, il 28 dicembre del 1994, venne quindi condannato all’ergastolo essendo stato ritenuto pienamente capace di intendere e di volere. In appello, l’11 aprile del ’96, la pena venne però ridotta a 30 anni di reclusione dopo il riconoscimento della seminfermità di mente. Sentenza confermata in maniera definitiva dalla Cassazione il 4 marzo del 1997. Il fine pena previsto inizialmente per Chiatti è nel 2023 ma a questa data va sottratto il periodo di sconto previsti dalla normativa. Una volta scontata la condanna Chiatti sarà comunque sottoposto ad una misura di sicurezza legata alla seminfermità mentale che prevede un eventuale ricovero in un ospedale psichiatrico giudiziale se dovesse essere riconosciuto ancora socialmente pericoloso.

La lettera di smentita Questa la lettera che l’avvocato Guido Bacino e l’avvocato Claudio Franceschini hanno inviato ai quotidiani che hanno pubblicato la notizia e che riportiamo integralmente:

«Vi scriviamo in relazione all’articolo apparso oggi in prima pagina e titolato “Permesso premio per Luigi Chiatti”, al quale avete dato ampio risalto, posto che, non solo avete trattato il tema “riempiendo” interamente la terza pagina, ma avete disseminato una miriade di locandine davanti alle edicole. La notizia, che avete con molta superficialità fornito, è falsa e destituita di ogni fondamento. A Luigi Chiatti non è mai stato concesso alcun permesso e da quel dì non è mai uscito dal carcere. Riteniamo che il vostro comportamento sia sicuramente censurabile, se non altro dal punto di vista deontologico, perché non avete accuratamente valutato, come avreste dovuto, l’attendibilità e la veridicità della provenienza della notizia, che ha provocato un certo allarme e che è servita esclusivamente a  consentirvi migliori profitti. Vogliate provvedere a pubblicare la presente anche ai sensi dell’art. 8 L. 47/98 con le modalità ed i termini ivi previsti. Con distinti saluti».

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