di Fra. Mar.
Due anni e nove mesi di reclusione, e due provvisionali da 45 e 70 mila euro nei confronti delle due parti civili. Finisce così il processo di primo grado all’avvocato Rosa Federici, alla sbarra, e adesso condannata, per aver proposto a dei clienti di corrompere un consigliere di Stato con 15 mila euro. Il legale, già balzata agli onori delle cronache per molte denunce di alcuni clienti che hanno sostenuto di essere stati truffati, si vedrà anche sequestrati tutti i beni mobili e immobili che possiede. Lo ha deciso il giudice Nicla Restivo dopo poco più di un’ora di camera di consiglio. Soddisfazione è stata espressa dall’avvocato di parte civile Franco Libori che assisteva i clienti di Foligno che denunciarono l’avvocato.
La storia La Federici ai suoi clienti aveva detto di avere «un collegamento privilegiato» e di poter «comnicare» con il consigliere «attraverso i suoceri del fratello», perché «entrambi pugliesi». Non solo, l’avvocato, non nuovo a sceneggiate del genere, in presenza della cliente e di alcuni suoi familiari, avrebbe «simulato chiamate e colloqui con il consigliere», e li avrebbe anche «convinti che la sua strategia difensiva era supportata e monitorata dal consigliere in persona». E la «strategia», altro non era che «la somma di 15000 euro in contanti», utile a «procurarsi il favore del consigliere» e «garantire un buon esito del ricorso proposto». Non solo, l’avvocato Federici, già radiata per un anno dal consiglio nazionale forense e sospesa a tempo indeterminato dall’ordine regionale degli avvocati dell’Umbria, ha anche «rassicurato la cliente che era occupata di consegnare personalmente la somma prima dell’udienza».
I domiciliari Era il novembre dello scorso anno quando l’avvocato venne messa ai domiciliari. Poi arrivò il giorno del suo interrogatorio di garanzia e, dopo aver fatto scena muta davanti al gip, il legale si fece intervistare da Umbria 24. Solo che questa intervista le costò il carcere, visto che, in quanto ristretta ai domiciliari, aveva il divieto di comunicazione con terze persone. Il legale aveva annunciato nella precedente udienza che avrebbe fatto delle dichirazioni spontanee, invece mercoledì mattina si è presentata tardi in aula, quando la discussione era già iniziata. Poi se ne è andata quando il giudice si è ritirata in camera di consiglio.
