Deposito di Santo Chiodo a Spoleto. Frammenti di affreschi dalla chiesa di San Salvatore di Campi di Norcia (foto Marco Giugliarelli)

di Daniele Bovi e Angela Giorgi

Opere d’arte di ogni tipo, libri, carte d’archivio e non solo. I numeri dell’arte ferita, in Umbria, dal terremoto del 2016 sono enormi e danno l’idea della sfida che la regione ha davanti per ricostruire un pezzo centrale della sua indentità. Secondo i dati, aggiornati al 17 ottobre, forniti a Umbria24 dalla Soprintendenza archeologia belle arti e paesaggio dell’Umbria, al momento sono arrivate 1.155 segnalazioni di edifici danneggiati, dei quali la stragrande maggioranza (1.055) sono chiese, mentre i palazzi sono 53. Cento, invece, gli edifici dai quali sono stati recuperati beni mobili, in tutto 5.535 ospitati in gran parte nel deposito unico di Santo Chiodo. Pochi meno, 5 mila, i libri salvati mentre per quasi due chilometri (1.700 metri) si stendono i beni archivistici messi al sicuro. Oltre a ciò (tutti i dati si possono leggere sulle infografiche in fondo al pezzo) c’è la mole di rilievi, fatti e da fare, e gli interventi di messa in sicurezza.

IL LIBRO: LE «STORIE DI UNA TERRA CORAGGIOSA»
VIAGGIO NEL DEPOSITO DI SANTO CHIODO

Convegno e visite Anche di questi numeri si parlerà martedì a Norcia al convegno, in programma partire dalle 9.30 al Centro polifunzionale Boeri di Norcia, dal titolo «La messa in sicurezza e il ripristino con miglioramento sismico dei beni culturali danneggiati dal sisma 2016. Definizione delle nuove politiche tra tutela e consolidamento». Tanti i rappresentanti delle istituzioni e gli esperti presenti (ingegneri, architetti, geologi e membri della protezione civile). Martedì poi rimarrà aperto anche il deposito di Santo Chiodo, per visitare il quale occorre prenotarsi telefonando al numero 0755741230.

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