Le scosse del 18 gennaio all'Aquila

«Sono sicuramente terremoti tutti allineati lungo una stessa linea di faglie che parte dall’Aquila e arriva verso Visso e Ussita». È una sequenza ininterrotta, secondo Carlo Meletti, responsabile del Centro di pericolosità sismica dell’Ingv, quella che parte dal terremoto di Amatrice del 24 agosto scorso, passa per i forti sismi di Visso e Ussita prima e di Norcia poi, fino ad arrivare alle ultime scosse dell’Aquila. «Si è attivata la parte meridionale della faglia sismica – spiega a Repubblica -, la cosiddetta faglia di Campotosto, che aveva registrato delle scosse dopo il terremoto dell’Aquila del 2009 e che nelle settimane scorse era tornata a far registrare dei tremori. Questo piccolo sciame era in diminuzione, ma avevamo comunque avvertito che non potevano essere esclusi nuovi terremoti nell’area».

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Faglie vicine Meletti parla di stessa linea di faglie contigue: «Dal punto di vista sismologico – sottolinea – tutti questi sismi hanno caratteristiche simili: stessa profondità e stessa dinamica». Ma non di effetto domino. «Da Amatrice – evidenzia – la sequenza di scosse si è spostata prima verso nord, poi è tornata a sud verso Norcia, nelle settimane scorse aveva dato degli eventi verso Montereale e Pizzoli e ora ha colpito di nuovo verso L’Aquila. Di sicuro in quella zona c’è un sistema che continua a essere perturbato». E sul futuro, nessuna previsione: «Per quanto basse, le probabilità di altri eventi più forti non possono essere escluse».

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