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mercoledì 8 dicembre - Aggiornato alle 16:29

Terni, sui rifiuti il Comune chiama Acea: «Ritiri l’istanza per la Via»

Latini e Salvati sulla Valutazione di Impatto Ambientale. Gentilletti (Senso civico) critico: «Fanno solo la voce grossa»

«Il Comune di Terni resta contrario all’incenerimento dei rifiuti e per questo chiediamo ad Acea di ritirare l’istanza di Via». E’ quanto sostengono il sindaco Leonardo Latini e l’assessore all’Ambiente Benedetta Salvati in una nota, a seguito dell’avviso pubblico di Acea di modifica degli elaborati del progetto per l’estensione delle tipologie di rifiuti non pericolosi da avviare a recupero energetico nel termovalorizzatore di Acea Ambiente di Maratta Bassa. Una presa di posizione che solleva però le critiche dell’opposizione, in particolare del consigliere di Senso Civico Alessandro Gentiletti.

Il Comune «Gli inceneritori utilizzati solo al fine di ricavare profitto economico per i proprietari, con un rilevante impatto ambientale – spiegano i due rappresentanti di Palazzo Spada – non sono più compatibili con le esigenze del nostro Comune e con la salute dei nostri cittadini. Per questo chiediamo ad Acea di valutare la possibilità di ritirare l’istanza di Valutazione d’Impatto Ambientale relativa alla modifica dei codici Cer dei rifiuti gestiti attraverso la quale il termovalorizzatore di Maratta potrebbe, alla fine dell’iter autorizzatorio, mandare ad incenerimento rifiuti speciali per un totale di 30mila tonnellate annue derivanti dal trattamento meccanico dei rifiuti stessi, principalmente costituiti da scarti provenienti dalla raccolta differenziata. In caso contrario rappresenteremo la nostra posizione contraria nella procedura demandata per legge alla Regione Umbria, perché comunque dovrà essere chiaro che nessuna decisione sull’ambiente e sulla salute dei ternani dovrà e potrà essere presa contro il volere dei cittadini».

Il modello dei rifiuti «Per quel che riguarda la gestione dei rifiuti – proseguono Latini e la Salvati – il nostro programma è il seguente in ordine di priorità: riduzione, riutilizzo, riciclaggio e recupero. Lo scenario dunque non può che essere quello di una raccolta differenziata spinta. Con la piena attuazione di questo tipo di gestione dei rifiuti, il quantitativo di materiali che necessita di un trattamento finale può essere ridotto in maniera drastica e gli impianti di incenerimento diventano prima marginali, poi inutili nella chiusura del ciclo».

Le repliche: Senso civico Una ricostruzione, quella del Comune, che non convince Gentiletti. «Al sindaco e all’assessore Salvati che si dichiarano contrari all’estensione delle tipologie di rifiuti per l’incenerimento e fingono di fare la voce grossa con Acea, ricordo che questa amministrazione ha esteso le possibilità di incenerimento, rigettando gli emendamenti dell’opposizione in sede di presentazione del Dup. Invece di fare proclami stampa, chi governa ha il dovere di realizzare politiche concrete per promuovere l’economia circolare e per rendere non economico l’incenerimento di rifiuti. Dire non siamo d’accordo e faremo sentire la nostra voce in Regione è certamente apprezzabile ma iniziativa alquanto debole e non sufficiente. Tantomeno è credibile questa dialettica con Acea artatamente conflittuale, viste le operazioni annunciate dall’assessore Dominici sulla privatizzazione dell’acqua».

Il Movimento Cinque Stelle Lo scenario è contestato anche da Thomas De Luca, del Movimento Cinque Stelle. «In totale contrasto con gli indirizzi approvati dall’assemblea di Roma Capitale, Acea sta perseverando nella strada del nuovo iter autorizzativo. La nostra pazienza è finita, nessuno può più permettersi di fare il pesce in barile di fronte a linee politiche chiare che fanno parte del patrimonio genetico del M5S. La città prima di tutto, prima di ogni appartenenza partitica, prima della politica politicante. L’avviso presentato da Acea è la sveglia che serviva, per ricordare che a Terni due inceneritori ci sono già, sono attivi e che bruciano i rifiuti prodotti dalle cartiere toscane. Impianti che ogni giorno continuano a irrorare polveri nell’atmosfera senza essere disturbati da alcuna ordinanza antismog. Per ricordare che la stessa Acea, a cui qualcuno vorrebbe affidare Asm e tutti gli asset strategici dei ternani, è anche proprietaria di uno dei due inceneritori. Rammentare che esiste chi continua a dare spazio all’idiozia che si possa fare la raccolta differenziata per poi bruciare meglio la monnezza. Che l’assenza volontaria della Regione Umbria sul tema dell’impiantistica per il trattamento dell’indifferenziato è la strategia per spalancare le porte ad una prossima emergenza rifiuti. Terni deve essere pronta ad una nuova mobilitazione generale, noi siamo pronti a sostenerla con azioni eclatanti senza precedenti».

Forza Italia Ma proprio contro il Movimento cinque stelle nel suo complesso si schiera Forza Italia:  «Le profezie di Abdrea Liberati (M5s) – afferma Nevi – affidate ad interventi stampa, da lui stesso fatti nel mese di aprile scorso circa un imminente ritiro da parte di Acea della richiesta di bruciare rifiuti e addirittura della chiusura del termovalorizzatore di Terni, sono da considerare, ad oggi, promesse non mantenute e di cui dovrà rispondere pubblicamente il Movimento Cinque Stelle. Il Movimento cinque stelle dovrebbe solo chiedere scusa alla Città invece di chiamare i ternani alla mobilitazione. Quella va fatta ma contro la Raggi e i grillini». Da Palazzo Spada fa eco il presidente del consiglio comunale Francesco Ferranti: «Voglio ricordare che esiste un impegno pubblico preso dalla governatrice dell’Umbria nel 2016 in consiglio comunale a Terni, convocata in una seduta ad hoc dal gruppo di Fi che presiedevo. Era quello di non autorizzare l’aumento delle quantità di rifiuti da bruciare negli impianti presenti a Terni. Un atto dovuto considerati anche i livelli di polveri che si registrano nell’aria. Inoltre vorrei ricordare ai Cinque stelle che essendo il Comune di Roma socio di Acea al 51% potrebbe per primo stopparlo sulla scelta che la società sta facendo. Inizi Thomas De Luca a criticare il suo partito che governa Roma e non riesce a controllare l’azienda della quale sono soci di maggioranza. L’incapacità del governo pentastellato capitolino crea rischi sulle questioni ambientali ternane . Per noi di Forza Italia, Regione e Comune debbono far mantenere i divieti e gli impegni stabiliti nel 2016 in consiglio comunale a Terni».

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