«Svendita delle farmacie comunali è un atto incomprensibile». Così le segreterie di Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil tornano a inserirsi nel dibattito politico in corso tra le forze di maggioranza del Comune di Terni, che sembrerebbero indirizzate alla vendita.
Vendita Farmacie: ipotesi referendum «Si tratta di una scelta – scrivono le organizzazioni sindacali – in netta controtendenza rispetto alla valorizzazione che stanno realizzando in Umbria i Comuni di Perugia, Foligno, Spoleto e gli altri Comuni proprietari di farmacie pubbliche» ed esprimono «con forza la contrarietà dei lavoratori verso la dismissione delle farmacie, che costituisce una scelta illegittima ed inopportuna, pericolosa per i lavoratori d i cittadini, oltreché ingiusta e dannosa per le stesse casse del Comune». Ergo: «Confermano la volontà, espressa dall’assemblea dei lavoratori, di indire un referendum cittadino da tenersi nei termini di legge, per opporsi alla svendita delle farmacie pubbliche»
Romanelli rincara A intervenire sabato mattina anche il segretario generale della Cgil di Terni, Attilio Romanelli: «Il profilo pubblico dell’azienda delle farmacie municipali di Terni rappresenta una garanzia di accessibilità e di contenimento dei costi, a vantaggio soprattutto delle fasce più deboli della popolazione. Per questo la Cgil di Terni è fermamente contraria ad ipotesi di privatizzazione o a forme confuse di gestione non pubblica dell’Afm. Le farmacie sono solo l’ultimo capitolo di una serie di scelte che vanno nella direzione dell’indebolimento dei servizi pubblici e del welfare cittadino – commenta Romanelli – pensiamo alla vicenda Asm, oppure ai servizi educativi comunali e ai trasporti scolastici. Ma anche alla vicenda del Briccialdi – prosegue il segretario Cgil – un patrimonio culturale della città che rischiamo di perdere sotto la scure dei tagli indiscriminati, frutto di una lettura ragionieristica del bilancio che non è assolutamente condivisibile e anche di scelte sbagliate, come quella di non avvalersi, come Comune di Terni, della ‘pre-Fornero’, che avrebbe potuto determinare economie molto significative».
«Confronto vero su bilancio comunale» La Cgil torna a chiedere dunque al Comune di aprire «un vero confronto sulle scelte di bilancio, coinvolgendo la città e ascoltando le proposte che arrivano dalle forze sociali, come quella avanzata da Sunia e Cgil rispetto alla possibilità di attingere a importanti risorse nazionali per interventi di riqualificazione urbana». Romanelli lancia un messaggio chiaro: «Non si può più lavorare per spot le necessarie razionalizzazioni di bilancio non devono risultare penalizzanti per la comunità. Per questo serve un progetto complessivo, che non può prescindere dal coinvolgimento e dalla partecipazione della città e delle sue organizzazioni rappresentative. In caso contrario – conclude il segretario Cgil – ci riserviamo di agire con tutti gli strumenti a nostra disposizione per contrastare scelte, come quella sulle farmacie comunali, che colpiscono i lavoratori dei servizi e tutta la cittadinanza».
