di Marta Rosati
«Da parte delle istituzioni e degli organi di controllo c’è stato un comportamento teso a ignorare, minimizzare o addirittura a occultare l’allarme sanitario causato dalla contaminazione ambientale della conca ternana». Sono le conclusioni a cui è arrivata la quarta commissione Controllo e garanzia di Palazzo Spada, con presidente Thomas De Luca del Movimento Cinque Stelle e con la sua vice Paola Pincardini della Lega.
I dati Dal documento, approvato all’unanimità dall’organo di Palazzo Spada, emergono omissioni da parte «di istituzioni e altri organismi di controllo nel tentativo di occultare l’allarme sanitario causato dalla contaminazione ambientale della conca ternana», come si legge dalle conclusioni del testo che è stato presentato in conferenza stampa nel quale sono racchiusi anni di storia ricostruiti tramite dichiarazioni di rappresentanti Arpa, Usl, polizia locale, tecnici e funzionari di enti e istituzioni. Il dossier parta dal lontano 2011 quando per volere del ministero dell’Ambiente iniziò un monitoraggio dell’area che si estende attorno al Sin di Papigno per un raggio di 10 km. I primi risultati, diffusi da associazioni ambientaliste, a cominciare da Italia Nostra e Wwf, rivelarono uova e latte contaminati da diossina e Pcb in varie zone della città, eppure le ordinanze del Comune emesse negli anni e tutt’ora in vigore, riguardano solo Prisciano e Cervara alta. «Incomprensibile – commentano i commissari – i criteri adottati restano un rebus».
La Regione «E’ inaccettabile il comportamento delle istituzioni fino a questo momento – ha commentato De Luca – e in particolare della Regione, che a volte ha anche omesso di consegnare i dati al Comune. Manca trasparenza e per questo il sindaco di Terni, a questo punto, deve muoversi». «In questi ultimi anni – ha sostenuto la Pincardini – siamo venuti a conoscenza dei dati ambientali soltanto tramite le associazioni ambientaliste, anche e soprattutto a causa dell’assenza della Regione su questo fronte».
Usl Umbria 2 «Ho sempre informato il sindaco di quello che succedeva ma il mandato istituzionale è della Regione tanto è vero che a noi ci ha sempre proibito di diffondere i dati». A parlare è il dottor Guglielmo Spernanzoni dell’Usl Umbria 2; l’accusa nei confronti di Palazzo Donini è pesantissima ed è messa nero su bianco nella relazione della commissione controllo e garanzia del Comune di Terni sull’attività di indagine in merito alla contaminazione da diossina e pcb nella filiera alimentare, in particolare come noto latte e uova. Un dossier senza colore politico visto che della quarta commissione fanno parte tutte le forze rappresentate a Palazzo Spada ed è stato approvato all’unanimità. È lo stesso documento in cui si legge che «la commissione ha richiesto più e più volte in tre mesi la partecipazione dell’assessore regionale all’ambiente Fernanda Cecchini tramite varie missive e cinque colloqui telefonici senza ricevere alcuna risposta».
Controllo e garanzia Palazzo Donini dunque bersagliato, ma fanno discutere pure certe dichiarazioni del coordinatore dell’unità di progetto ‘Ambiente e salute’, Armando Mattioli dell’Usl Umbria 2 sulla pericolosità di diossine e Pcb riconosciuta dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms): «L’unico organismo scientifico rimasto a sostenere che diossine e Pcb siano cancerogeni è l’Ente per la protezione ambientale americano (Epa)». De Luca ci va giù pesante: «È inaccettabile che le istituzioni sanitarie locali omettano di applicare o mettano in discussione leggi dello Stato, promulgate in base a valutazioni delle massime autorità scientifiche nazionali e internazionali, in base a valutazioni statistiche prive di validazione scientifica». La commissione proseguirà il proprio lavoro reiterando le richieste di documenti alla Regione, col coinvolgimento anche di sindaco e assessor all’Ambiente.
@martarosati28
