giovedì 13 dicembre - Aggiornato alle 14:07

Terni, ministero dell’Ambiente: cromo esavalente nelle acque sotterranee di Ast

M5s: «Concentrazione 1.200 volte il valore limite», Comune dispone più controlli. Scorie a Tapojärvi, scatta vertice Ilserv

 

Uno degli stabilimenti Ast

di M. R.

«Acque sotterranee contaminate da cromo esavalente per effetto della discarica Thyssenkrupp-Ast di vocabolo Pentima-Valle». Non lo dicono solo il senatore grillino Stefano Lucidi e il consigliere Regionale del M5s Andrea Liberati ma anche la nota del ministero dell’Ambiente inviata a Palazzo Spada. «Cos’altro deve accadere affinché i responsabili di Thyssen paghino per il disastro ambientale in corso da anni?» chiedono i pentastellati.

I dati «Stando alle ultime analisi – rivelano i Cinque stelle – altri sei pozzi sui sette verificati risultano contaminati dallo stesso elemento, con una nutrita serie di velenosi metalli pesanti aggiuntivi. E non è certo la prima volta che questo dato emerge dai campioni collocati nell’area stabilimenti-discariche. Un prelievo, tra gli altri, presenta un tenore di cromo pari a 1.200 volte il limite; un tasso di ferro oltre 1.950 volte la soglia; un tasso di nichel superiore a 225 volte, per non tacere di manganese, arsenico e fluoruri. Ci risulta – proseguono – che la Procura locale sia stata ampiamente e ripetutamente informata di questi e altri fatti, da vari organismi, ma nulla sembra muoversi in concreto. A questo punto – conclude la nota – la multinazionale Thyssen, con i suoi fatturati miliardari in giro per il mondo, con i suoi € 100 milioni di utili ricavati proprio a Terni, non avrà certo problemi nell’elargire risarcimenti».

Cromo esavalente, i controlli Questioni legali a parte, intanto il Comune di Terni, al fine di valutare eventuali provvedimenti, ha concordato con la Asl l’effettuazione di un monitoraggio sulle acque ad uso idropotabile proprio all’interno dell’area dell’Acciai Speciali Terni e di intensificare il monitoraggio sulla distribuzione dell’acqua ad uso idropotabile nei punti più vicini all’area degli stabilimenti.  Così è stato deciso nel corso di una riunione convocata su iniziativa del Comune di Terni con Asl, Arpa, Regione Umbria e i rappresentanti di Ast, alla quale hanno preso parte il sindaco Leonardo Latini e l’assessore all’ambiente Benedetta Salvati.

Ministero dell’Ambiente La riunione è stata convocata dal Comune di Terni dopo che, nella giornata di lunedì, il ministero dell’Ambiente ha inviato una nota con i risultati dei campionamenti effettuati dall’Ast, in contraddittorio con Arpa, dai quali emergono valori inquinanti molto elevati rispetto alle soglie previste per le acque sotterranee. «Da parte della Asl – fanno sapere da Palazzo Spada – non sono state comunque comunicate anomalie nella rete di distribuzione dell’acqua potabile in città. Gli uffici tecnici comunali hanno anche verificato che nel censimento dei pozzi e dei sondaggi effettuato dal Comune per la microzonizzazione nel 2016, nell’area prossima all’acciaieria, ovvero alla zona nella quale sono stati registrati gli sforamenti, non esistono pozzi privati destinati a qualsiasi uso. Tutti gli enti che hanno preso parte alla riunione procederanno ora per le proprie competenze».

Ilserv Sul fronte ambientale, un piccolo passo lungo un percorso lungo almeno 18 mesi, è stato compiuto da Ast proprio nella giornata di giovedì quando si è arrivati alla firma del contratto decennale per il trattamento delle scorie da parte della finlandese Tapojärvi. Con l’ingresso di questa azienda, alcune mansioni oggi in capo a Ilserv saranno trasferite ai ‘nuovi inquilini’; 0 circa i lavoratori coinvolti nel passaggio di appalto, molti dei quali temono per il proprio futuro all’interno dello stabilimento siderurgico. Il 14 è in programma un vertice dedicato e la settimana successiva sono programmate assemblee.

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