martedì 25 giugno - Aggiornato alle 03:39

Terni, la Soprintendenza richiama il Comune: «Restauri Colle dell’Oro»

Lettera della Mercalli a Latini dopo l’ultimo sopralluogo: «La struttura è nel degrado, diteci come intendete procedere»

di Massimo Colonna

Lettera di richiamo della Soprintendenza Archeologica dell’Umbria al Comune di Terni per l’ex convento di Colle dell’Oro, la struttura da tempo finita nel degrado e nell’abbandono. Dopo l’ultimo sopralluogo dei tecnici del 10 ottobre scorso, la Soprintendente Marica Mercalli ha sottoscritto il documento che è stato inviato nei giorni scorsi sia al sindaco Leonardo Latini che al Nucleo di Tutela del patrimonio culturale dei carabinieri di Perugia. E ora dunque il Comune, proprietario della struttura, dovrà indicare come intende procedere. Una bella grana, vista anche la mancanza di liquidità dell’ente.

Le richieste «Si è considerato – si legge nella lettera – che l’ex Convento presenta un avanzato stato di degrado, con crolli delle strutture di copertura. Si fa presente che l’edificio è adiacente alla chiesa di Santa Maria dell’Oro, regolarmente frequentata, e dove sono attualmente in corso lavori di restauro autorizzati da questo ufficio». Dopo queste premesse, ecco le indicazioni che l’ente di conservazione dei beni architettonici fornisce agli amministratori di Palazzo Spada: «La gravità della situazione è tale da richiamare al rispetto degli obblighi di conservazione previsti dal decreto legislativo numero 42 del 2004, Codice dei beni culturali e del paesaggio, articoli 30, 32, 33 e 40, cui la proprietà è tenuta. Si rammenta la responsabilità amministrativa e penale per l’eventuale perdita del bene, derivante dall’omissione di interventi necessari alla protezione e alla conservazione».

Il Comune L’ex convento nel frattempo è tornato, dopo un primo tentativo (fallito) nel 2010, nel novero delle strutture comunali da mettere in vendita tramite il ‘Piano delle alienazioni e valorizzazioni immobiliari’, allegato al Documento Unico di Programmazione economica. Il valore individuato per la struttura è di 1.742.500, mentre nella valutazione di nove anni fa superava i due milioni di euro, con una svalutazione dunque del quindici per cento. Nel corso del tempo, diverse le segnalazioni di degrado: come quella del 2014 del ministero dei Beni culturali e del Turismo in cui si parlava proprio dello stato di «particolare degrado dell’immobile», sollecitando anche una verifica ulteriore dello stato di conservazione della struttura.

@tulhaidetto

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