Foto archivio U24

di Massimo Colonna

Sulla questione del trasferimento dei commercianti di piazza del Mercato nella nuova struttura di Largo Manni vale quanto stabilito dalla delibera del Comune di Terni del 2010. Per questo il trasferimento è da considerarsi definitivo e non più provvisorio, come invece sostenuto dagli stessi commercianti. E’ questo l’ultimo capitolo relativo alla vicenda del Mercato di Terni, finito al centro di un contenzioso legale. La decisione arriva dalla quinta sezione del Consiglio di Stato che il 7 febbraio scorso si è espressa sul ricorso presentato dai commercianti dopo il primo pronunciamento del Tribunale Amministrativo Regionale che aveva già respinto le loro istanze. E sullo sfondo resta sempre il bando per la vendita della struttura di piazza del Mercato dal Comune alla Coop.

La sentenza Il Consiglio di Stato ha ribadito il no già espresso dal Tar dopo il ricorso presentato da dodici commercianti nel 2012. Sul tavolo c’è la delibera numero 575 del 29 dicembre 2010: secondo i ricorrenti in sostanza il Comune non è mai stato chiaro rispetto al fatto che il trasferimento a largo Manni fosse definitivo, mentre invece Tar e Consiglio di Stato sostengono che proprio quella delibera fosse già chiara in questo senso. Secondo i commercianti, assistiti dall’avvocato Patrizia Bececco, in documenti successivi invece l’amministrazione comunale avrebbe fatto retromarcia rispetto al trasferimento da intendersi come definitivo.

Il documento In quella delibera il Comune di Terni «ha aggiudicato il bando di vendita dell’immobile sede del mercato coperto di Terni, in piazza del Mercato – come si legge nella sentenza del Consiglio di Stato – oltre che la cessione del diritto di superficie del sottosuolo, nella parte in cui ha escluso la previsione, contenuta nel bando di gara, per la quale gli operatori del mercato coperto operanti sull’area pubblica al momento del bando – e provvisoriamente sistemati presso una struttura temporanea in largo Manni – avrebbero dovuto essere collocati al piano terra dell’immobile ceduto, all’esito dei lavori di ricostruzione, disponendo, al contrario, il corrispettivo di €200.000,00 quale controvalore economico in favore del Comune per l’utilizzo pieno ed incondizionato dell’immobile da parte dell’acquirente; e ciò sulla base del “definitivo trasferimento” delle concessioni degli operatori mercatali dalla sede di piazza del Mercato a quella di largo Manni, oltre che di una ‘rinuncia dei detti operatori commerciali, in via definitiva, al ritorno nella costituenda struttura di piazza del Mercato’».

Il Tar Con la sentenza 148 del 2012 il Tribunale amministrativo regionale per l’Umbria aveva dichiarato il ricorso irricevibile e a quel punto gli operatori hanno proposto appello. La discussione c’è stata il 16 gennaio scorso. In particolare la decisione del Tar è arrivata «per la mancata impugnazione nei termini di atti presupposti, costituiti dalla delibera di Giunta comunale n. 64 del 2010 e atti nella stessa citati, in particolare la delibera di Giunta comunale n. 22 del 29 gennaio 2010, con la quale sarebbe stata disposta la delocalizzazione del mercato cittadino e, dunque, il definitivo trasferimento dello stesso, conosciuta dagli istanti sin dal mese di agosto 2010, mentre il ricorso è stato proposto il 12 ottobre 2011». I commercianti invece affermano che «solo con gli atti impugnati in via principale (ossia la delibera di giunta comunale 575 del 29 dicembre 2010 e i verbali di scelta e di consegna dei box del 15 dicembre 2010 e del luglio 2011, tutti conosciuti il 6 luglio 2011, ndr) avrebbero appreso che la scelta di trasferire il mercato da piazza del Mercato a largo Manni era definitiva e non meramente transitoria». Per questo, secondo i commercianti, non esisterebbe «un provvedimento dell’amministrazione che disponga motivatamente il diverso intendimento di trasformare il disposto trasferimento provvisorio a largo Manni, in una sistemazione definitiva». Un quadro, quello descritto dal Tar, sostanzialmente riproposto dai giudici del Consiglio di Stato che ha respinto definitivamente il ricorso.

@tulhaidetto  

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