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giovedì 27 gennaio - Aggiornato alle 05:56

Ternaria, al via monitoraggio inquinamento ambientale: in campo studenti delle superiori

Progetto di ricerca proposto dalla fondazione Kessler: nuove centraline di rilevamento a gas chemoresistente

di M.S.G.

Presentato mercoledì mattina il progetto TerniAria che coinvolgerà 150 studenti di 5 scuole superiori di Terni chiamate a sviluppare un sistemi di monitoraggio continuo e diffuso della qualità dell’aria nella Conca. Il progetto di innovazione didattica è stato proposto da fondazione Bruno Kessler di Trento e ha trovato il pieno sostegno di fondazione Carit nonché il patrocinio dell’agenzia regionale Protezione Ambiente dell’Umbria (Arpa Umbria), l’associazione Italiana per la Ricerca Industriale (Airi) e Comune di Terni. Le scuole coinvolte e di conseguenza gli studenti che saranno chiamati a realizzare le centraline sono: l’Itt Allievi-Sangallo, l’istituto di istruzione tecnico economico Casagrande Cesi, l’istituto di istruzione superiore Classico e Artistico, il liceo scientifico Donatelli e il liceo scientifico Galilei. Gli studenti saranno chiamati a sviluppare centraline di monitoraggio ambientale nuove, meno ingombranti e costose delle attuali presenti in Umbria e con nuove tecnologie come i gas chemoresistenti. Si tratta di un progetto di formazione attiva e partecipativa che accompagna studenti e studentesse a vivere una situazione lavorativa, che allo stesso tempo li sensibilizzi alle problematiche dell’ambiente stimolando modelli di cittadinanza consapevole e attiva.

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Ternaria Nell’ambito del progetto saranno quindi costruite tre centraline con la nuova tecnologia a gas chemoresistente, statiche e dinamiche nelle zone ritenute d’interesse per la città (accanto a quelle certificate di Arpa in modo da avere un riferimento certificato delle misure fatte), nonché su alcuni mezzi di trasporto, grazie alla disponibilità di Busitalia. Per le statiche la localizzazione sarà anche nelle scuole stesse. I dati che trasmetteranno saranno pubblici e fruibili da tutti i partecipanti al progetto su una piattaforma online apposita. La nuova sfida che coinvolgerà diversi istituti superiori ha il difficile compito di promuovere un collegamento tra mondo dell’istruzione e mondo delle industrie, avvicinare gli studenti al mondo della ricerca e innovazione scientifica ma soprattutto mostrare la complessità e l’importanza dei processi di innovazione.

Al via il monitoraggio ambientale Per Pierluigi Bellutti della fondazione Kessler, ente promotore dell’iniziativa, le nuove centraline e il progetto tutto sarà di sostegno al monitoraggio dell’aria nella Conca ternana: «Con l’appoggio di Arpa – ha dichiarato Bellutti a Umbria24– , che ospiterà i nuovi sensori nelle centraline già esistenti, e le nuove centraline realizzate dagli studenti nasce questo gemellaggio che speriamo possa aiutare anche il territorio ternano ad avere una acquisizione di dati più diffusa basata su questi nuovi sensori». Ben disposto anche il nuovo direttore Arpa del dipartimento territoriale Umbria sud Francesco Longhi: «Dobbiamo coinvolgere i ragazzi in età scolare perché anche attraverso loro possiamo fornire una mentalità ambientale anche ai più grandi perché loro torneranno a casa e formeranno le loro famiglie. Coinvolgerli nella costruzione degli strumenti per il monitoraggio è fondamentale. Noi in Umbria abbiamo 20 centraline e andiamo a raccogliere i dati di qualità dell’aria di queste dividendole in tre elementi fondamentali che sono: l’attività industriale, il traffico veicolare e il riscaldamento domestico. Monitoriamo i principali inquinanti legati a queste tre componenti, forniamo dati annuali e quando sentiamo parlare di sforamento del famoso pm10 interveniamo per un miglioramento delle condizioni anche su base Comunale. Stiamo portando avanti – chiosa – anche il progetto ‘Air selfie 2’ che vedrà la presentazione ufficiale tra due giorni».

Centraline a gas chemoresistente Nuove tecnologie a basso costo e poco ingombranti: «Le vecchie centraline per il monitoraggio dei componenti dell’aria – ha dichiarato l’ingeniere Andrea Gagliardo della fondazione Bruno Kessler – sono molto attendibili ma hanno il difetto di essere ingombranti e costose. L’unione europea ha chiesto per questo di sviluppare nuove tecnologie a basso costo e meno ingombranti ed è in questo contesto che abbiamo proposto le centraline di gas chemoresistenti. Queste centraline rilevano tracce di gas tramite cambio di resistenza elettrica di un materiale semiconduttore nano strutturato attivato dalla interazione tra gas analita e il materiale sensibile. Questo sistema – ha continuato Gagliardo – ha il vantaggio di essere meno costoso ma ha una limitata stabilità nel tempo ecco perché è importante continuare la sperimentazione e migliorarne le performance». Insomma, uno sguardo verso il futuro che strizza l’occhio a nuove tecnologie e coinvolge la new generation.

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