di Ivano Porfiri
Il segretariato Unesco di Parigi dà il via libera al piano di gestione della Riserva mondiale della Biosfera del Monte Peglia. «Un attestato che conferma la speciale stima internazionale per questo modello di governance affidata all’associazione Monte Peglia per l’Unesco, che la esercita in totale indipendenza», afferma l’avvocato Francesco Paola, presidente della stessa associazione, nel corso di una conferenza stampa nei locali di Umbrò, a Perugia, insieme al colonnello Gaetano Parescandolo, comandante regionale del Nucleo carabinieri forestali. E’, infatti al vaglio, una partenership che veda nei carabinieri forestali la guida di un coordinamento tecnico della Riserva.
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Occasione per l’Umbria «Si tratta della prima riserva in Umbria – ha sottolineato il colonnello – e quindi è un motivo di vanto e orgoglio per i carabinieri forestali di far parte di questo grosso e ambizioso progetto». «Il coinvolgimento dell’Arma dei carabinieri – ha detto Paola – è un onore, del resto la Riserva agisce in stretta sinergia con le più alte istituzioni della Repubblica. Auspichiamo che la forza che sta prendendo questo progetto, con il quale ci siamo presentati di recente nella conferenza europea delle Riserve Unesco di Dublino, possa far scattare un ruolo maggiore da parte delle istituzioni locali umbre». Secondo l’avvocato, infatti, «il nostro progetto può essere un modello e uno straordinario volano per l’intera Umbria, dal Trasimeno al Subasio fino ai Sibillini, noi mettiamo a disposizione le nostre conoscenze. Speriamo che le amministrazioni pubbliche colgano l’occasione e siano maggiormente attive».
Sentinella sul climate change Tra i possibili progetti che sono in corso di definizione, quello per un Centro studi sui cambiamenti climatici. «Noi – spiega Paola – abbiamo sollevato fin dal principio questa tematica, che ora è finalmente arrivata alla ribalta mediatica con il fenomeno di Greta Thunberg. La Riserva del Peglia può diventare il centro di sinergie con Università e istituzioni per far sì che diventi una sentinella, un punto di vista privilegiato». «L’idea è molto interessante – ha confermato il colonnello Parescandolo – in quanto si tratta di un’area molto forestata in una fascia di transizione che può costituire un marker indicativo su ciò che sta avvenendo nella nostra atmosfera. Noi abbiamo tutte le conoscenze tecniche per poter contribuire al progetto».
