di Iv. Por.
Un’apertura inattesa sullo Ius soli, che rischia di aprire l’ennesima frattura nella maggioranza di governo. La fa il premier, Giuseppe Conte, ad Assisi nel corso di un incontro successivo alla consegna della Lampada della Pace al Re di Giordania, Abdullah II. «Siamo nati con un contratto di governo solenne, questo argomento non è nel contratto di governo ma spero che si avvii in sede parlamentare una riflessione serena dove si può anche valutare una prospettiva di nascita sul territorio italiano che deve essere collegata a un percorso di integrazione serio. Occorre un percorso di integrazione affinché un neonato possa aver vissuto, conosciuto e condiviso i nostri valori».
Politica migranti In tema di migrazioni, sempre Conte ha affermato che la politica del governo viene «spesso fraintesa, riduttivamente veicolata, affidata ad un messaggio talmente semplificato da risultare fuorviante». «Solidarietà condivisa e responsabilità sono due principi che muovono anche l’approccio italiano al fenomeno migratorio – ha rimarcato -. La nostra politica è molto articolata e complessa: lavoriamo intensamente sulle cause originarie, per assistere i Paesi di origine e di transito, per investire nel capitale umano in modo da creare le premesse per una risposta efficace alla sfida globale – e non solo regionale – posta da tale fenomeno. Accoglienza e resilienza sono due facce della stessa medaglia, due ingredienti che contribuiscono a rendere sostenibile una risposta umanitaria nel breve e nel medio periodo». Sul congresso della famiglia di Verona poi «io non ci sarò – ha detto Conte – innanzitutto perché non sono stato invitato: ovviamente volete fare un po’ di polemica ma da professore dico che non deve spaventarci il fatto che circolino idee e che ci si confronti. Poi aspettiamo di vedere che idee circolano e faremo le nostre valutazioni, ciascuno sarà libero di farle».
La Lampada al re Prima, grande emozione all’interno della Basilica per la consegna da parte della cancelliera Angela Merkel della Lampada della Pace a re Abdullah di Giordania, con la bellissima consorte Rania ad assistere dalla prima fila. A presiedere il Custode del Sacro convento, padre Mauro Gambetti. Quindi, il sovrano ha preso la parola. «La pace di questo luogo – ha esordito – è un motivo in più per ricordare le vittime dell’attacco terroristico a Christchurch: tali eventi, dovunque abbiano luogo, colpiscono tutti noi. L’impegno della Giordania a promuovere la pace e l’armonia tra i popoli caratterizza il nostro ruolo internazionale e il nostro approccio globale contro il terrorismo e l’odio su tutti i fronti ; la nostra ricerca di soluzioni efficaci alle crisi globali e regionali e i nostri attuali sforzi per una soluzione definitiva del principale conflitto della nostra regione: la crisi israelo-palestinese».
Proteggere Gerusalemme Il re giordano ha auspicato «uno stato sovrano palestinese, autonomo e indipendente, nei confini del 1967, con Gerusalemme est capitale, e ove si garantisca anche la sicurezza di Israele, come parte integrante della regione, riconosciuta dai paesi arabi e musulmani di tutto il mondo. In questo momento – ha sottolineato – è perentorio proteggere Gerusalemme. Il mio compito personale, come Sovrano Hashemita e Custode dei Luoghi Santi dell’Islam e del Cristianesimo di Gerusalemme, è di vigilare sulla sicurezza e il futuro della città santa». Abdullah II ha espresso «il più vivo apprezzamento» nei confronti del governo italiano per «gli sforzi di pace» in Medio Oriente e poi ha rivolto «un ringraziamento speciale a Sua Eminenza, il Cardinale Bassetti, per l’impegno della Chiesa Cattolica al fianco dei musulmani nel dialogo interreligioso. Insieme, i fedeli delle nostre due religioni sono più della metà della popolazione del pianeta e non mai è stato più importante di adesso convivere in armonia».
Conte: «Giordania paese amico» «L’Italia considera la Giordania un Paese strategico nella regione, un partner per la pace ed un alleato contro l’intolleranza e l’estremismo che stanno minando alle fondamenta la plurisecolare convivenza tra le nostre società nel bacino mediterraneo e mediorientale», gli ha replicato Conte. «La visione e la lungimiranza che caratterizzano l’azione della monarchia hashemita – ha proseguito – sono un esempio per tutti noi che ci battiamo per un futuro di prosperità e pace in Medio Oriente».
Merkel: Giordania non chiude occhi» Angela Merkel si è presentata ad Assisi portando, da Berlino, dopo un viaggio di 15 ore, un grosso frammento del muro di Berlino decorato dai graffiti dell’artista tedesco S.H.E.K. all’inizio degli anni ‘60, che è già esposto nella piazza della Basilica superiore di San Francesco, a testimonianza di un passato di guerra, divisioni, incomprensioni. Un monito perché quel passato non si ripeta. «Da otto anni – ha detto – c’è la guerra in Siria. La Giordania non chiude gli occhi rispetto alla guerra, il Re di Giordania alle crudeltà della guerra risponde con l’umanità, aiuta i rifugiati. La Giordania ha 10 milioni di abitanti, ha accolto oltre ai profughi palestinesi più di 770mila profughi dalla Siria. È come se la Germania ne accogliesse 5 milioni e l’Italia 4. Noi europei facciamo bene a essere consapevoli di tali dimensioni. Questo ci impone il massimo rispetto dinanzi alla Giordania, in futuro dobbiamo essere pronti a dare una mano alla Giordania, a essere al suo fianco».
Momento storico «Un momento storico quello che si appresta a vivere la comunità francescana di Assisi – ha dichiarato il direttore della Sala Stampa del Sacro Convento di Assisi, Padre Enzo Fortunato -. Dalla Basilica di San Francesco partirà il messaggio di pace, dialogo e inclusione, in un periodo storico segnato dalla riedificazione di muri e odio tra civiltà. L’evento a 800 anni esatti dall’incontro tra san Francesco e il Sultano a sottolineare che il dialogo tra fedi e culture debba essere eterno. È questo un anno importante – ha concluso padre Fortunato – per la famiglia francescana e oggi, come allora, è protagonista il Medio Oriente».
Benedizione La giornata sarà conclusa da un gesto e da un simbolo: la benedizione di questo grosso pezzo di muro. È il dono di Angela Merkel alla nostra comunità, e rappresenta un grande rimprovero alla coscienza occidentale. Costruito nel 1961, cadde quasi 30 anni dopo, nel 1989. Ricordiamo ancora la grande festa dei giovani che salirono su quel muro, di cui alcuni frammenti ufficiali, donati dal governo federale, sono ora qui esposti . Non poteva non arrivare proprio qui, perché ci ricorda l’apostolato francescano, l’uomo Francesco che si è fatto ponte e non muro. Ed è gioioso, perché è decorato di stelle che brillano in cielo”.
