Sopralluogo ospedale Perugia

di Daniele Bovi

Le transenne già ci sono, le tende dovrebbero arrivare a breve. Nella mattina di giovedì al Santa Maria della misericordia di Perugia c’è stato un sopralluogo nell’area che ospiterà un ospedale militare da campo; a partecipare, oltre a Regione e commissario per l’emergenza, anche l’Esercito. La zona è quella del parcheggio accanto alla piattaforma dell’elisoccorso e la struttura è parte del piano al quale sta lavorando il neo consulente della Regione Guido Bertolaso. L’ospedale, che non è quello da campo finanziato da Bankitalia per il quale i tempi si stanno allungando (l’azienda che ha vinto l’appalto probabilmente non consegnerà il materiale entro i tempi stretti chiesti dalla Regione), dovrebbe ospitare circa 40 posti letto, compresi tre di terapia subintensiva. A gestirlo saranno una trentina di medici dell’Esercito.

VIDEO: SOPRALLUOGO AL SANTA MARIA

Bertolaso Del «piano di salvaguardia» si è discusso in giornata durante un incontro a Palazzo Donini al quale hanno partecipato, oltre a Bertolaso, anche la presidente Donatella Tesei, gli assessori Enrico Melasecche e Luca Coletto e i direttori Claudio Dario e Stefano Nodessi. Il piano nasce dalla possibilità che le soluzioni adottate fino a ora non bastino a salvaguardare il sistema sanitario in vista di un picco epidemico che potrebbe arrivare intorno alla metà di novembre. Ecco perché la Regione, giudicando non sufficienti le risorse in campo (dall’assessore ai direttori fino ai quattro commissari di aziende ospedaliere e Usl, più il commissario straordinario per l’emergenza Antonio Onnis) ha deciso di rivolgersi a Bertolaso, consulente a titolo gratuito. All’orizzonte, poi, potrebbe esserci anche la possibilità di trasportare, in caso di emergenza, anche pazienti umbri verso le Marche, e un indizio in tal senso è lo stop imposto ad Anas giorni fa a proposito dei cantieri che si sarebbero dovuti aprire lungo la Foligno-Civitanova.

L’ARRIVO DI BERTOLASO E IL PIANO B
INTERATTIVO: CONTAGI COMUNE PER COMUNE

L’accordo coi medici Restando sul fronte dell’assistenza, sempre giovedì è stato chiuso l’accordo, che varrà per ora fino a fine anno, coi medici di famiglia e i pediatri. Il migliaio circa di camici bianchi si occuperà di eseguire i test antigenici e della sorveglianza delle persone. Uno dei nodi più discussi, sul primo fronte, è quello relativo a dove eseguire i test. I medici di famiglia hanno spiegato chiaramente che per molti, dati i problemi logistici (dai percorsi di ingresso e di uscita alle sanificazioni e non solo), non è possibile eseguirli negli ambulatori garantendo la sicurezza. I test quindi (l’accordo parla di un numero pari al 4 per cento dei mutuati in carico a ogni medico), saranno fatti nei drive through o in altre strutture esterne a chi è entrato in contatto con un contagiato.

Twitter @DanieleBovi

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