Le ruspe al lavoro (foto F.Troccoli)

di Daniele Bovi

Terminerà entro il 25 aprile, in ritardo rispetto a quanto preventivato, la demolizione della scuola Carducci-Purgotti di Perugia, gravemente danneggiata dal sisma di fine ottobre. Consegnati il 15 marzo, i lavori sarebbero dovuti terminare il 5 aprile ma così non è stato e questo perché, come ha spiegato alla fine del mese scorso il direttore del cantiere al Comune, c’erano dei garage di privati da mettere in sicurezza proprio a confine con la scuola da demolire. Un inghippo a causa del quale le ruspe si sono dovute fermare fino al 10 aprile; in un primo momento la ditta che si è aggiudicata la gara (con un ribasso del 69 per cento) ha spiegato che tutto sarebbe terminato entro il 15, ma i giorni a disposizione erano evidentemente troppo pochi dato che è stata chiesta una proroga, concessa dal Comune, di altri dieci giorni.

VIDEO: LE RUSPE ‘ADDENTANO’ LA SCUOLA
FOTO: LE RUSPE AL LAVORO
LA SCELTA DELLA DEMOLIZIONE
LE MODIFICHE ALLA VIABILITÀ

Ricostruzione I tempi in questa vicenda sono importanti. La ricostruzione (il taglio del nastro era stato previsto in un primo momento a settembre, ma poi è stato spostato al gennaio 2018) sarà possibile sulla base del programma straordinario presentato dal Commissario del governo per la ricostruzione; grazie a questo saranno garantiti i fondi per la demolizione e la ricostruzione (all’incirca 4 milioni di euro). Il piano è stato varato il 16 gennaio e per avviare i lavori di demolizione si davano 60 giorni di tempo. Quanto al progetto, la redazione spetterà all’ufficio speciale per la ricostruzione che fa capo alla Protezione civile nazionale e regionale, mentre il Comune, oltre ad occuparsi della demolizione, deve assicurare un percorso rapido della pratica. Una scelta, quella fatta dalla giunta di demolire l’edificio, giudicata più conveniente sia sul piano della sicurezza che su quello dei costi rispetto a una ristrutturazione dell’edificio.

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LAVORI AGGIUDICATI COL 69% DI RIBASSO

Edifici inagibili Sempre a proposito di terremoto, negli ultimi giorni il sindaco della città Andrea Romizi ha firmato una serie di ordinanze con cui si dichiara l’inagibilità, sulla base delle richieste di sopralluogo fatte dai proprietari, di una serie di strutture del capoluogo umbro. In tutto, solo nelle ultime ore, si parla nove diverse realtà: da un magazzino di Boneggio a due immobili della frazione di Montepetriolo, da uno a Fontignano a un altro a Pila, Sant’Enea, Sant’Orfeto e via dell’Aratro. Inagibile anche un edificio a Ponte San Giovanni, ovvero l’auditorium Baroni di via Adriatica.

Twitter @DanieleBovi

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