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sabato 29 gennaio - Aggiornato alle 08:31

Per riaprire la strada di Castelluccio servono 4,5 milioni. Norcia, si smantellano le mense

Ripristino viabilità nelle cinque province colpite pesa 350 milioni. Rimozione macerie al via, tarda la consegna container Popoli

La strada che attraversa il Pian Grande (Foto Matteo Berlenga)

di Chiara Fabrizi

Girerebbe intorno a quota 350 milioni di euro il fabbisogno stimato da Anas per ripristinare la viabilità nelle strade del Centro Italia distrutto dal terremoto. La conta dei danni non è ufficiale ma rimbalza dalla Dicomac di Rieti dove nelle ultime ore si sono tirate le fila delle ricognizioni compiute nelle cinque Province coinvolte. A quanto ammonti il fabbisogno dei tratti umbri delle statali Anas ma pure delle provinciali non è al momento chiaro, tuttavia al di là dei confini regionali il ripristino della viabilità nell’Apppennino risulta strategico per la Valnerina, tra gli interventi più attesi la messa in sicurezza della galleria di Forca (metà umbra e metà marchigiana) e dei viadotti successivi già nell’Ascolano. Intanto il Comune di Norcia ha comunicato alla cittadinanza la chiusura delle mense a partire dal 31 gennaio con lo stop alla preparazione dei pasti sia al campo Anpas che al campo Allegrini. L’avviso dell’ente invita sia la popolazione non alloggiata in albergo sia quella non beneficiaria del contributo per l’autonoma sistemazione a rivolgersi agli uffici dei servizi sociali, ma con la chiusura della mensa vengono meno i due luoghi di aggregazione di Norcia, che al campo Allegrini ha ad esempio salutato il 2016.

Anche tre slavine sulla strada di Castelluccio La strada più martoriata resta comunque la provinciale 477 di Castelluccio (Norcia) dove, oltre allo spostamento della carreggiata e al bombardamento di rocce provocato dal sisma del 24 agosto e di nuovo dal 26 e 30 ottobre, le nevicate straordinarie dei giorni scorsi e verosimilmente le quattro scosse di magnitudo oltre 5 del 18 gennaio, hanno provocato tre slavine di medie dimensioni lungo la strada, invasa in altrettanti tratti da una montagna di neve, terra e roccia. Per la via che collega Norcia con la perla dei Sibillini la conta dei danni vale al momento 4,5 milioni di euro, tanti quanti ne hanno stimati Provincia di Perugia e Anas per assicurarne la transitabilità, ossia la riapertura controllata e con limitazioni di accesso a particolari categorie (residenti, allevatori e agricoltori, oltre alle autorità che dovranno avviare demolizioni e rimozioni macerie).

Per riaprire servono 4,5 milioni di euro La progettazione degli interventi per la strada di Castelluccio è praticamente conclusa e prevede, in base a quanto risulta, interventi con tempi di esecuzione stimati in circa cinque mesi. Al momento, però, mancano le autorizzazioni del caso, compresa l’assegnazione delle risorse verosimilmente che dovrebbe avvenire la prossima settimana. In attesa dell’avvio e poi della conclusione dei lavori, utili a una prima messa in sicurezza della provinciale 477, andrà comunque garantito un accesso agli operatori economici di Castelluccio, a cominciare dagli agricoltori che in primavera, non appena i terreni si saranno un po’ asciugati, dovranno procedere alla semina della lenticchia. Diversamente si spezzerà anche la magia della fioritura, con una decina di aziende storiche ed eccellenti definitivamente in ginocchio. L’allarme il popolo di Castelluccio lo aveva già suonato.

Rimozione macerie Ben più prossimo l’avvio della rimozione delle macerie tra Norcia, Cascia e Preci che sarà gestita operativamente dalla Valle Umbra Servizi (la società pubblica dei Comuni dei comprensori di Spoleto, Foligno e Valnerina)a cui la Regione ha autorizzato con le procedure del caso l’affidamento da 6,6 milioni. La montagna di mattoni e cemento inizierà a essere rimossa dai borghi a partire dai primi giorni di febbraio dopo la riunione della Conferenza dei servizi convocata per i prossimi giorni dalla Protezione civile dell’Umbria proprio per definire nei dettagli il piano di gestione per lo smaltimento. I siti dove finiranno i materiali saranno due e sono stati individuati, nella ex cava della piana di Santa Scolastica (Norcia) e nella zona dietro al depuratore di Castelluccio (Norcia). Qui andranno le macerie del piccolo borgo in attesa del ripristino dei collegamenti viari e quindi del trasporto a valle dei detriti.

Container e casette Intanto è slittata la consegna del container collettivo di Popoli (Norcia) per cause tecniche non chiare. L’apertura dell’ostello prefabbricato è infatti stata rinviata a lunedì, mentre venerdì ad Ancarano è attesa la medesima struttura che dovrà poi essere montata, dotata degli impianti e arredata. Sono ancora in fase di realizzazione le opere di urbanizzazione per i container collettivi a San Pellegrino e Ancarano. Sempre oggi è atteso l’avvio dei lavori nel cantiere della zona industriale di Norcia, dove dovranno essere installate 61 casette (soluzioni abitative d’emergenza).

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