di Marta Rosati
L’iter di istanza certificazione Igp per il pampepato di Terni prosegue e, dopo confronti anche aspri, il team di produttori (con a capo Ivana Fernetti della pasticceria Marchetti) cha condiviso la formula ideale: c’è la ricetta. I promotori dell’iniziativa, come i pasticceri e i panificatori coinvolti, vogliono farlo sapere a tutta la città, anzi a tutta la provincia e dalle sale della biblioteca comunale di piazza della Repubblica, la bct, rivolgono ancora un appello ai produttori che non hanno sposato il progetto: «c’è ancora tempo, unitevi a noi, è una grande opportunità».
IL PROGETTO AVANZA, I CONSIGLI DEL SOMMELIER PER ABBINARE IL VINO AL PAMPEPATO
PAMPEPATO: FORMULA DA 16 INGREDIENTI
Il Comune di Terni «Tante persone che scommettono su un prodotto tipico è davvero un fatto significativo – ha detto la vicesindaco Francesca Malafoglia – e apprezzo il principio di apertura a tutti i panificatori e pasticceri del territorio. Complicato e faticoso avviare questi percorsi, tanto per abbondanza di normative quanto per necessità di cambiare i propri sistemi di produzione ma con questo progetto state simboleggiando la volontà di invertire la rotta, siete in controtendenza rispetto alla sensazione generalizzata di scoramento e fallimento dietro ogni cosa ed è un messaggio molto positivo quello che lanciate». Due le cantine del territorio ospitate in bct, Zanchi e Barberani: entrambi promuovono l’Aleatico come vino ideale per servire il pampepato.
Il pampepato Le prime tracce della ricetta scritta, è indicato nel depliant di presentazione del progetto, risalgono al 1800 ed è considerato dolce delle feste perché realizzato con cioccolato e spezie che all’epoca erano prodotti assai costosi e difficili da reperire. A Terni, i pampepati si preparano attorno all’8 dicembre per il consumo domestico durante le festività Natalizie ma anche per omaggiare amici e parenti; tradizione vuole che almeno uno resti in dispensa fino a Pasqua o a addirittura a Ferragosto: il pampepato è in grado di mantenersi a lungo senza l’aggiunta di conservanti. I 16 ingredienti: Noci, Nocciole, Mandorle, Pinoli, Cioccolato fondente, frutta candita, uva passa, miele, caffè liquido, cacao amaro in polvere, pepe, cannella, noce moscata, mosto cotto, farina, liquore.
Marchio Indicazione geografica protetta L’iter per la certificazione Igp è ancora lungo ma il gruppo ‘Produttori pampepato’ è pronto alla sfida: «Costruire la ricetta è stato un passo fondamentale – spiega il presidente della Camera di Commercio Giuseppe Flamini -, il raggiungimento di questo obiettivo ha scontato una lunga fase di confronto, perché di questo dolce poi ognuno tende a proporre la propria versione e ce ne sono molte». Chi produce qualcosa marchiato Igp deve attenersi a rigide regole stabilite nel disciplinare, sul rispetto delle quali vigila uno specifico organismo di controllo. «L’azione di condivisione messa in campo dai numerosi soggetti coinvolti è lodevole – ha detto il presidente di Coldiretti Terni -. Questo del pampepato – ha aggiunto – è solo il primo percorso, ne seguiranno altri per ulteriori prodotti del nostro territorio».
@martarosati28
