di Daniele Bovi
Il provvedimento della Regione è legittimo oppure no? È a questo interrogativo che dovrà rispondere il giudice del lavoro a inizio dicembre. A portare Palazzo Donini in giudizio è stata Maria Trani, fino all’agosto scorso direttore generale di Adisu, l’Agenzia regionale per il diritto allo studio che ancora per diverse settimane sarà retta da Luigi Rossetti, uno dei cinque ‘super direttori’ della giunta.
La vicenda Trani era stata nominata nel marzo del 2019 dalla precedente giunta con un contratto di cinque anni, che sarebbe quindi scaduto nel 2024. Dal primo agosto però per Trani è arrivato il collocamento a riposo d’ufficio, con la possibilità – come previsto dalla legge – di poter proseguire a titolo gratuito fino al 23 dicembre. L’ex dg a fine luglio ha accettato questa possibilità, precisando però che era sua intenzione «tutelare i propri diritti e interessi nelle competenti sedi giudiziarie». Oltre a ciò, l’avvocato di Trani ha invitato Palazzo Donini «a soprassedere dall’adozione di ulteriori atti e provvedimenti lesivi dei diritti e degli interessi della mia assistita quanto meno fino a pronuncia del giudice in sede cautelare», altrimenti «si vedrà costretta a chiedere il risarcimento di tutti i danni subiti e subendi».
Le contestazioni Palazzo Donini dopo questo scambio dichiara la cessazione dell’incarico e, attraverso i suoi avvocati, sottolinea che il contratto è risolto a partire dal giorno in cui Trani è stata messa in pensione: «Si contesta – scriveva a luglio l’avvocatura – la fondatezza di qualsiasi pretesa scaturente dal contratto medesimo poiché l’ordinamento vigente, regionale e nazionale, impedisce la continuazione dell’incarico a titolo oneroso al dipendente in quiescenza». Oltre a ciò i legali della giunta ribadiscono che l’amministrazione ha agito con «piena legittimità e correttezza». E invece Trani obietta non tanto la legittimità del collocamento in pensione quanto la cessazione dell’incarico dato il contratto quinquennale. Una matassa che dovrà sbrogliare il giudice.
Avviso prorogato Nel frattempo la Regione deve trovare un nuovo dg. Il 21 settembre è stato pubblicato l’avviso con il quale si dava tempo fino al 14 ottobre per presentare i curriculum. Alla chiusura dei termini ne sarebbero arrivati cinque e così, nei giorni scorsi, Palazzo Donini ha deciso di prorogare l’avviso per avere un maggior numero di profili da valutare. Per tutti gli interessati ci sarà tempo fino al 15 dicembre. L’incarico sarà di cinque anni, rinnovabile per un identico periodo di tempo. Prima però bisognerà aspettare la decisione del giudice.


