di Massimo Colonna
Riunione tecnica venerdì mattina nella sede della Azienda Usl Umbria 2: sul tavolo la discussione sul parere da esprimere in merito alle richiesta avanzate da Acea nell’ultima conferenza di servizi per l’ampliamento delle tipologie di rifiuti da bruciare nell’inceneritore di Maratta. Richiesta a cui i Comuni di Terni e Narni hanno già detto no e su cui si attende anche il parere di Arpa, non ancora formalizzato. Ancora non è stato deciso se il parere di Usl sarà positivo o negativo anche se gli uffici hanno fissato un appuntamento per lunedì con la Regione per l’invio di tutto il materiale. E intanto il Comitato No Inceneritori ha indetto un presidio per sabato 30 ottobre alle 17 sotto la sede ternana di Acea in via del Tribunale.
La Regione Dunque manca ancora qualche tassello alla Regione per avere un quadro completo dopo la conferenza di servizi del 13 novembre scorso. In attesa degli altri pareri, i no del Comune di Terni e di Narni comunque daranno vita, a livello tecnico, alla creazione di una nuova commissione tecnica che dovrà valutare le motivazioni espresse dai due enti.
Narni E a proposito di motivazioni, il sindaco di Narni Francesco De Rebotti, spiega il parere negativo del Comune. «Sulle richieste di Acea – scrive in una nota – il nostro è un categorico rifiuto alla richiesta di modifica, pur consapevoli che dai dati di progetto il nostro territorio non è interessato da alcun tipo di ricaduta. Facciamo invece un appello perché tutte le istituzioni locali, regionali e nazionali siano concordi a fermare questa decisione perché in totale divergenza con le strategie locali e nazionali che non considerano l’incenerimento la scelta per la chiusura del ciclo dei rifiuti urbani. Anche se tecnicamente, tecnologicamente, formalmente legittima la proposta risulta strategicamente inaccettabile e divergente dagli interessi delle comunità locali. Tra l’altro stiamo discutendo di un’area, la conca, con criticità ambientali note ed oggetto di piani di risanamento oggetto di un lavoro coordinato fra le amministrazioni locali di Terni e Narni sul tavolo del Ministero dell’Ambiente e nei contenuti del riconoscimento di Area di Crisi Complessa».
Il piano regionale De Rebotti poi approfondisce il discorso del piano regionale dei rifiuti, rimasto indietro rispetto agli aggiornamenti necessari. «Il nostro piano regionale dei rifiuti vigente è considerato trasversalmente superato in quanto l’Umbria, con l’attuale raccolta differenziata in costante crescita in particolare nei nostri territori, necessita prioritariamente ed urgentemente della implementazione della filiera del riuso e del riciclo per la chiusura del ciclo e di una dotazione impiantistica di nuova generazione coerente con questo obiettivo. Solamente questo dato di fatto sarebbe sufficiente a rivedere l’iter autorizzativo. La nuova autorizzazione, inoltre, apre definitivamente la strada alla migrazione di rifiuti urbani provenienti da fuori regione in particolare da quelle realtà che in questi anni hanno dimostrato totale incapacità nella gestione dei rifiuti ed ora questa incapacità potrebbe essere scaricata in territori virtuosi. Inaccettabile quanto il carico prevedibile di traffico aggiuntivo di mezzi pesanti che questo scenario comporterebbe. Un ulteriore dato critico per la nostra realtà territoriale, è quello che discarica ed inceneritore sarebbero gestiti dallo stesso soggetto privato. Si creerebbe un regime di monopolio capace di condizionare le scelte pubbliche in termini economici, in termini ambientali, in termini sociali. Una libertà di indirizzo e scelta della quale amministrazioni non si possono privare».
L’appello Poi la conclusione: «Non possiamo subire in ambito di conferenze di servizi scelte squisitamente tecniche. E’ giunto il momento che gli enti locali possano avere la possibilità di scegliere cosa si può insediare nel proprio territorio. Per questo crediamo i indispensabile dare impulso invece ad una tipologia di impianti che, a valle della filiera della raccolta differenziata, assicurino una selezione spinta che ridimensiona la parte indifferenziata fino a farla rimanere una percentuale del tutto residuale».
Terni Valley Sulla vicenda interviene anche l’associazione Terni Valley, con il suo presidente Michele Martini. «Dal Comune di Terni arriva un atteso parere negativo alla richiesta di Acea. Condividiamo le motivazioni apportate, avremmo voluto, però, che emergesse con forza un’altra motivazione: l’incompatibilità della termovalorizzazione con un ciclo virtuoso dei rifiuti. Una visione purtroppo lontana dalle direttive nazionali del principale partito a capo dell’amministrazione. Il sindaco non esclude, infatti, la possibilità di incenerimento dei rifiuti ma richiede, di fatto, soltanto una sua delocalizzazione. Spostare il problema, purtroppo, non equivale a risolverlo».
@tulhaidetto
