martedì 29 settembre - Aggiornato alle 10:37

Fcu, si riparte con il limite a 50 km/h: «Ora verso Sansepolcro e la tratta Perugia-Terni»

Giovedì riprende il servizio tra Ponte San Giovanni e Città di Castello. Chianella: «Velocità dettata dalle nuove norme. Lavoreremo per standard europei»

In cabina con il capotreno-©Fabrizio Troccoli

La Ferrovia centrale umbra riparte, seppur a ritmo lento. Giovedì 25 ottobre riprenderà il servizio sulla tratta Città di Castello–Perugia Ponte San Giovanni, dopo i lavori effettuati sui 54 chilometri del percorso. A fare il punto della situazione sull’infrastruttura è l’assessore regionale ai Trasporti, Giuseppe Chianella.

Cosa è cambiato «I lavori fino ad oggi hanno interessato solo la parte dell’armamento, quindi sottofondo “ballast”, sostituzione delle traverse e dei binari più altre opere strutturali – afferma l’assessore -. Possiamo però ben dire che nei 54 km abbiamo una ferrovia nuova. Non è stato semplice rispetto ad un quadro normativo nazionale completamente cambiato, per queste ferrovie interconnesse, dopo il luglio 2016 dopo cioè dopo il disastro di Andria. La Regione dell’Umbria è stata sempre attenta al tema della sicurezza ferroviaria ed ha ottenuto e destinato in questi anni risorse importanti per adeguare la rete Fcu agli standard nazionali».

Prossime tappe I prossimi impegni saranno sulla tratta fino a Sansepolcro e la tratta Sud (Perugia-Terni) sulla quale, spiega Chianella «c’è un impegno di Rete ferroviaria italiana considerando che questa tratta è stata dichiarata, da un decreto del ministero delle Infrastrutture e Trasporti dello scorso aprile, di “interesse nazionale”. Ulteriori interventi poi interesseranno l’attrezzaggio della rete con l’installazione del sistema Ertms, sistema di controllo a standard europeo, che qualificherà la rete regionale non solo come interconnessa ma anche come interoperabile. Lo facciamo – prosegue Chianella – perché nuove regole più stringenti, nuovi standard, una attenzione “europea” alla sicurezza hanno dato inizio ad una nuova stagione per queste ferrovie. La Fcu se non è la prima in Italia e sicuramente tra le prime ex ferrovie concesse ad aver realizzato importanti lavori di adeguamento».

Il tema dei 50 km/h In queste novità c’è anche la regola che i treno debbono viaggiare ad una velocità di 50 km/h, «un’azione mitigativa – chiarisce l’assessore – finalizzata alla sicurezza, imposte dall’Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie, che vale per tutte le ex ferrovie concesse. Tanto che ben 11 su 14 vanno a questa velocità che, è bene ricordarlo, sono le stesse velocità in essere quando è stato interrotto il servizio commerciale. Tra l’altro – aggiunge Chianella – non è vero che si impiegano 2 ore da Città di Castello a Perugia, 54 km e non 47 come è stato scritto da qualche parte, ma 90 minuti. Con queste regole dunque sono soltanto questi gli orari possibili. Così come era già previsto dal Piano regionale dei trasporti che fossero soppresse quelle fermate non utilizzate da un numero minimo di viaggiatori, e ciò anche per ridurre i tempi di percorrenza del servizio. Quello che abbiamo fatto – conclude Chianella -, le scelte operate dalla Regione dell’Umbria, unitamente ad altre regioni, l’aver individuato Rfi come soggetto attuatore ed il percorso che stiamo facendo per trasferire la concessione sempre ad Rfi e da ultimo l’aver ottenuto il riconoscimento di “interesse nazionale“, almeno per la tratta sud, ci ha permesso di dare una prospettiva a questa infrastruttura che altrimenti non avrebbe avuto».

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