lunedì 6 aprile - Aggiornato alle 12:25

Ex Zuccherificio, Coop chiede 20 mln di danni al Comune: «Mozione del sindaco non condivisa»

L'area dell'ex Zuccherificio

di C.F.

«Non c’è alcuna condivisione sull’impostazione della mozione sull’ex Zuccherificio presentata dal sindaco Nando Mismetti. E al Comune abbiamo chiesto circa 18 milioni di euro di risarcimento danni» che salgono a 20 con costi di spese generali non ammortizzate e minori economie.

TUTTO SU EX ZUCCHERIFICIO

Coop chiede 20 milioni di danni al Comune Questo il contenuto della lettera inviata ai consiglieri comunali dal presidente di Coop Centro Italia, Giorgio Raggi che mette anche in chiaro «in assenza di dialogo e proposte concrete, in autonomia decideremo se alienare o realizzare quanto già concesso nei tempi previsti». Il documento, recapitato per conoscenza anche a Mismetti, arriva a tre giorni dalla discussione sull’atto presentato dal primo cittadino di Foligno che all’aula chiede «il mandato ad avviare un percorso da condividere con la proprietà» per il futuro dell’area a ridosso del fiume del Topino e del centro storico. «In assenza di dialogo e proposte concrete, nella propria autonomia Coop Centro Italia deciderà se alienare o realizzare quanto già concesso nei tempi previsti».

LA RELAZIONE DELLA COMMISSIONE CONTROLLO E GARANZIA

Non condivisa la mozione del sindaco Nel documento firmato dal presidente Raggi si legge «Per onestà intellettuale crediamo che opportuno farvi conoscere fin da ora che da parte nostra non c’è alcuna condivisione sull’impostazione della mozione, né tanto meno sui punti che verrebbero posti alla nostra attenzione». In particolare, Coop Centro Italia consegna ai consiglieri comunali una sintesi della memoria presentata al Tar venerdì, con la quale vengono evidenziate non solo le ragioni del disaccordo sull’iniziativa avviata dal sindaco Mismetti, ma anche l’aggiornamento della quantificazione del risarcimento danni» che gira complessivamente intorno a quota 20 milioni di euro.

«Variante al Prg incomprensibile» Entrando nel merito: «Risulta per noi difficilmente comprensibile come sia possibile attuare una variante al Piano regolatore generale (Prg) in presenza di atti abilitativi alla realizzazione di circa 24 mila metri quadri già concessi di cui 6.600 commerciali nonché 4.300 di pubblici esercizi per la realizzazione in totale di una struttura commerciale di 11 mila metri quadri, peraltro in presenza di un’autorizzazione amministrativa al commercio per una struttura di 5.500 mq di vendita, con scadenza al 2019 al pari di quella edilizia».

I due comparti del Piano attuativo E poi: «Risulta altrettanto difficilmente comprensibile il motivo per il quale si vogliano ridurre le autorizzazioni già concesse anche in modo superiore alla stessa superficie del concorrente. L’impostazione della suddivisione in due comparti del Piano attuativo richiama in realtà la nostra contestazione iniziale di ormai oltre 10 anni fa, quando facemmo ricorso proprio avverso la non suddivisione dei comparti: non è certo per noi di grande soddisfazione il fatto che si riconosca, dopo tanti anni, l’errore compiuto da chi oggi propone la modifica, anche perché nel frattempo i capitali sono rimasti immobilizzati, l’esproprio contrattualmente previsto non si è attivato e i danni risultano ingenti».

Bordate al sindaco Mismetti Dopodiché il presidente Raggi contesta e attacca duramente il sindaco Mismetti: «Risulta evidente come dietro alla presentazione della mozione vi sia non la sbandierata necessità di elaborare una nuova pianificazione urbanistica in termini consoni alle mutate esigenze della città, ma solo la volontà di mascherare i ritardi, i tentennamenti e gli errori compiuti dall’amministrazione comunale in questi dieci anni nonché di scaricare su Coop la mancata definizione dell’ipotesi di accordo contenuto nella mozione. Il tutto, ovviamente, aggiungerebbe ulteriori danni al danno già subito».

Alienazione o realizzazione E poi: «La condivisione è un bene supremo della democrazia, ma passa dal confronto, non da atti di imperio. Precisiamo quindi che nell’ultimo anno non abbiamo avuto alcuna richiesa d’incontro, ma nonostante questo ribadiamo la nostra disponibilità al dialogo solo in presenza di una proposta concreta che ci dica con precisione cosa si vuol realizzare sull’ex Zuccherificio in termini di aree commerciali, direzionali, abitative e servizi. Nel nostro mestiere di imprenditori – conclude il presidente Raggi – è difficile ragionare senza i numeri. In assenza di dialogo e proposte concrete, nella propria autonomia Coop Centro Italia deciderà se alienare o realizzare quanto già concesso nei tempi previsti».

Twitter @chilodice

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