Operatori in un ospedale umbro (foto Fabrizio Troccoli)

«Ma quali aerei, qui servono gli ospedali. Ci vogliono posti letto, non posti in prima classe». Così tuona Luca Tramini del Movimento 5 stelle di Narni in risposta all’appello della presidente della Regione che invita l’Umbria meridionale a farsi carico dello sviluppo dell’aeroporto San Francesco di Assisi. La chiamata della Tesei smuove anche i Pentastellati di Terni che interrogano il sindaco e la giunta per sapere «quali siano le intenzioni dell’amministrazione sull’ipotesi di entrare nel processo di ricapitalizzazione dell’aeroporto di Perugia». Si fa sempre più stretto il nodo emergenza sanitaria, dopo la conferenza stampa organizzata dai sindacati. E mentre prosegue l’attività del comitato cittadino ‘Salviamo l’ospedale di Narni’, dalla vicina Amelia un nuovo appello alla chiarezza arriva dal gruppo consiliare capitanato da Pompeo Petrarca che ha presentato un’interrogazione per «conoscere – si legge nel testo – gli sviluppi del percorso della realizzazione del nuovo ospedale e sul mantenimento dei servizi per il Santa Maria dei Laici». Intanto al nosocomio di Terni sono stati ricavati 14 posti letto in più nel reparto di Clinica medica.

Emergenza sanitaria «La presidente Tesei dovrebbe scendere dalle nuvole e tornare con i piedi per terra. Non può chiamare l’Umbria meridionale a ‘fare la propria parte’ per salvare l’aeroporto di Perugia dopo la fuga degli investitori e lasciare allo stesso tempo nel disastro più totale gli ospedali e i presidi sanitari del territorio». Così tuona Luca Tramini del Movimento 5 di Narni in una nota. «Non servono aeroporti più comodi di Fiumicino ma strutture sanitarie funzionanti, servizi puntuali, personale medico e infermieristico adeguato nel numero e nell’inquadramento contrattuale. Ci vogliono posti letto, non certo i sedili in prima classe. Pochi giorni fa i sindacati hanno rilanciato l’emergenza sanità nel sud dell’Umbria, non è possibile pensare agli aerei quando mancano ambulanze e ambulatori. Quando le liste di attesa per una visita costringono i cittadini a rivolgersi al privato. La chiamata di martedì scorso della presidente Tesei in consiglio regionale rivolta a tutta l’Umbria per farsi carico dell’aeroporto San Francesco di Perugia dimostra ancora una volta che l’Umbria è ‘Perugiacentrica’. E che l’unica preoccupazione di questa giunta è dirottare i soldi nel nord dell’Umbria per salvare un progetto che da solo, restando in tema, non è mai riuscito a decollare. Purtroppo, nell’Umbria meridionale i soldi servono per ben altro. Servono per costruire ospedali, fornire servizi puntuali, assumere personale che manca». L’appello è rivolto direttamente alla presidente di regione: «Cara Tesei – chiosa il Pentastellato -, più posti letto e meno posti in prima classe».

Aeroporto di Perugia Il gruppo consigliare Movimento 5 stelle di Terni in un’interrogazione presentata al sindaco e alla giunta fa il punto sull’aeroporto di Perugia: «Dopo il ricostruito patto tra i soci, il completo cambiamento della governance precedente, il piano industriale, l’avvio del piano di rilancio, ha richiesto in estate una ricapitalizzazione che si è resa necessaria ‘causa Covid ed errori delle gestioni precedenti’ che hanno portato l’azienda in patrimonio netto negativo e con la possibilità di fallimento. A quel momento l’aeroporto era sull’orlo della liquidazione, tra i soci solo la Regione si presentò con le risorse necessarie per l’immediata ricapitalizzazione iniettando altro denaro pubblico e concedendo ai soci che volevano ricapitalizzare un termine fino al 31 ottobre». I Pentastellati ricordano anche chi sono ad oggi i soci pubblici che hanno fanno parte della compagine sociale, tra questi «il Comune di Perugia (6,25 per cento), Assisi (4,8), Bastia Umbra, mentre la Camera di commercio ha ridotto la propria quota al 10 per cento, pur restando primo socio di minoranza. La Regione, che tramite Sviluppumbria aveva assicurato il 100 per cento della ricapitalizzazione, manterrà la larga maggioranza assoluta delle quote (79)». Dall’opposizioni sono richiesti quindi chiarimenti ‘con urgenza’ rispetto a «quali siano le intenzioni dell’amministrazione – si legge nell’interrogazione – circa la probabilità di entrare nel processo di ricapitalizzazione dell’aeroporto di Perugia e nel caso quale cifra si intende investire». I Pentastellati domandano anche «se esistono statistiche e report che dimostrino con chiarezza il vantaggio di tale struttura nei confronti del territorio ternano, considerando arrivi, scali e le altre attività collegate e se si ritiene che quanto detto dalla governatrice Donatella Tesei riguardo ai vantaggi per il territorio ternano sia vero e su quali basi». L’opposizione, oltre a ritenere «non accettabile che venga richiesto ai ternani di partecipare alla ricapitalizzazione della Sase dopo la fuga di tutti gli investitori principali» si concentra anche sui collegamenti della città con la Capitale: «A Terni servono collegamenti diretti e rapidi con la capitale più che altri diretti a legare il nostro destino all’aeroporto di Perugia e a ipotetici sviluppi per ora solo sulla carta» dunque il gruppo consiliare chiede anche «che cosa ne è del progetto di avvicinamento verso la capitale d’Italia, ricordando che si è anche voluto finanziare uno studio universitario per reperire dati utili a questa progettualità».

Santa Maria di Terni Nell’ambito della riorganizzazione degli spazi all’interno dell’azienda ospedaliera Santa Maria, che in questi giorni ha riguardato alcuni reparti, l’ospedale può da oggi contare su quattordici posti letto in più a disposizione delle persone malate nel reparto di Clinica medica. In particolare le postazioni riguardano la struttura complessa di Clinica medica presso l’ex Week urologico, situata al primo piano dell’ala nord dell’ospedale. Una implementazione resa possibile dalla riorganizzazione di alcuni spazi, nello specifico il trasferimento delle attività ambulatoriali di dermatologia nella sede originaria del quinto piano, come nel periodo pre-Covid. Inoltre, nella attuale sede della Clinica medica e Pneumologia, al quinto piano ala nord, sono stati assegnati 26 posti letto, di cui tre di semi intensiva, dotati di monitoraggio e assistenza ventilatoria per i quali si è anche istituita un’adeguata dotazione del personale medico e infermieristico: nello specifico ai cinque medici presenti al primo gennaio 2020 se ne sono aggiunti altri due, per un totale di sette, al primo novembre 2021. Tale allestimento serve ad alleggerire la pressione sulle aree di degenza di Terapia intensiva in previsione della riapertura del reparto di pneumologia al quinto piano ala sud, attualmente sede di ristrutturazione per la costituzione di ette nuovi posti di Terapia subintensiva respiratoria.

Nosocomio di Amelia «Un consiglio comunale aperto che possa affrontare la questione e fare chiarezza nel rispetto dei cittadini di Amelia e del loro diritto di sapere come stanno davvero le cose». A chiederlo è il gruppo consigliare Amelia domani che ha presentato un’interrogazione «per conoscere – si legge nel testo – gli sviluppi del percorso della realizzazione del nuovo ospedale e sul mantenimento dei servizi per il Santa Maria dei Laici». Dopo l‘interrogazione di Obiettivo comune la situazione nosocomio è portata nuovamente all’attenzione del sindaco e della sua giunta: «Le notizie che arrivano in questi giorni dalla stampa sulla chiusura dei reparti dell’ospedale di Amelia descrivono una situazione per nulla rassicurante – si legge nel testo dell’interrogazione di Amelia domani -. Non è possibile che tali notizie vengano costantemente apprese dai cittadini suscitando incertezze e preoccupazioni nella totale assenza delle istituzioni. È passato ormai più di un mese dalle elezioni amministrative e in attesa di conoscere le linee programmatiche del sindaco e dell’amministrazione sul tema della sanità vorremmo una sua posizione ufficiale sul tema: il suo silenzio è intollerabile. Nessuna comunicazione ad oggi da parte del sindaco su questa grave situazione».

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