di Massimo Colonna

Altri sessanta giorni di tempo per presentare le proprie osservazioni, poi sarà la volta della Conferenza dei servizi regionale. C’è un nuovo timing per il progetto dell’impianto fotovoltaico San Faustino, che in questi giorni sta facendo discutere cittadini, associazioni e istituzioni dell’ambito orvietano. La ditta Ecg Umbria Srls di Frosinone nei mesi scorsi ha infatti presentato il piano di realizzazione alla Regione. Il 30 gennaio scorso è scaduto il termine per la presentazione delle istanze, come da regolamento in questi tipo di procedimenti amministrativi. Termine che però ora si espande di due mesi, dopo il pronunciamento del sindaco di Orvieto, Roberta Tardani.

Da Orvieto Per «un mero errore materiale», spiega l’amministrazione comunale, la pubblicazione della scadenza sul sito del Comune è infatti avvenuta solo in un secondo momento rispetto a quello della Regione. Ragione per cui ora arriva il prolungamento dei tempi. Il Comune di Orvieto ha infatti pubblicato in questi giorni «l’avviso pubblico relativo alla possibilità per i cittadini di formulare osservazioni sul progetto» e «per un mero errore materiale l’avviso di avvenuta pubblicazione da parte della Regione Umbria sul proprio sito web non era stato inserito anche sul sito istituzionale del Comune di Orvieto. Per ovviare a tale disguido l’amministrazione comunale ha scritto ai competenti uffici regionali comunicando l’avvenuta pubblicazione, pertanto, decorrono dalla data di venerdì 5 febbraio altri 60 giorni per poter presentare le osservazioni sul progetto in questione secondo i termini di legge».

Le associazioni Un disguido messo in evidenza anche dall’associazione ‘Amici della terra’, di Orvieto, che teme come dietro alla mancata pubblicazione ci sia la volontà di nascondere qualcosa. «Seppur grave – commenta la sindaca Tardani – si è trattato soltanto di un errore materiale degli uffici di cui comunque, come assessore all’Ambiente e sindaco, mi assumo la piena responsabilità. Respingo al mittente le gravi accuse e illazioni in base alle quali l’amministrazione avrebbe voluto nascondere il progetto alla popolazione per chissà quali fini. Tutto il materiale era a disposizione sul sito della Regione dal 4 dicembre e i soggetti interessati avrebbero potuto conoscerne tutti i dettagli».

Il parere In più, il Comune di Orvieto ha anche già espresso un primo parere tecnico sul procedimento, rilevando elementi di incompatibilità con il Prg. «Al netto del disguido relativo alla pubblicazione – prosegue la Tardani – i competenti uffici comunali hanno tempestivamente svolto il lavoro istruttorio ed espresso il parere sul progetto rilevando elementi di incompatibilità con il vigente Piano regolatore generale. La procedura istruttoria ora va avanti e ci saranno altri 60 giorni per la presentazione delle osservazioni. Sarà infine la Conferenza dei servizi a esprimersi sul progetto anche sulla scorta dei pareri espressi dal Comune di Orvieto».

La parte tecnica A livello tecnico quindi il progetto della Ecg Umbria dovrà far fronte, per prima cosa, al Piano Regolatore. Dalle carte a disposizione della Regione, emerge che l’azienda vuole «realizzare una centrale fotovoltaica per la produzione di energia elettrica di potenza complessiva pari a circa 34,2MW di picco, realizzata mediante installazione su opportuni supporti di 74.356moduli fotovoltaici  SPR-X21-460-COM  (potenza  di  picco  460  Wp)  della  Sunpower  o  similari  secondo  la disponibilità di mercato». Il tutto in una zona che interessa il Comune di Orvieto per la postazione, ma poi anche i confinanti territori di Parrano, Ficulle e San Venanzo. «La  superficie complessiva dell’area – si legge nel documento – è  pari  a  circa  m2  107.000,  è  facilmente  accessibile dalla  strada Provinciale 101 ed ha un andamento  sostanzialmente pianeggiante».

L’appello del sindaco A chiedere approfondimenti sul progetto non è solo l’associazione ‘Amici della terra’ ma anche il sindaco di Parrano Valentino Filippetti, il quale ha chiesto un incontro ai colleghi di Orvieto, Ficulle e San Venanzo «per poter esaminare – spiega – l’impatto, a mio avviso estremamente negativo, che avrebbe sul territorio la realizzazione di un impianto fotovoltaico di 40 ettari a ridosso della Riserva Mondiale della Biosfera». «Non intendo interferire nelle procedure che sono in capo al Comune di Orvieto e alla Regione dell’Umbria. Sottolineo che questo è l’ennesimo segnale che sono in atto iniziative per intaccare la tutela e la salvaguardia del complesso ambientale dell’Elmo Melonta. Prima la ventilata ipotesi di togliere la zona a Riserva Integrale, poi la proposta di farla attraversare da una gara sportiva nazionale e per finire lo Stina abbandonato a se stesso e finito nel porto delle nebbie. Da qui la proposta di una riflessione comune e poi di un confronto con la Regione Umbria».

I tempi Entro sessanta giorni dunque tutte le parti sociali avranno modo di presentare le proprie osservazioni in merito al progetto. Osservazioni che saranno poi prese in considerazione alla Conferenza dei servizi che si terrà in Regione, alla presenza anche dei rappresentanti dell’azienda.

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