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lunedì 24 gennaio - Aggiornato alle 20:23

Covid-19, per Gimbe in Umbria la quinta ondata è al picco. Incidenza resta tra le più alte

Nuovi casi in frenata, nell’ultima settimana +0,5 per cento: sembra finita la fasce ascendente. Male la vaccinazione 5-11 anni

di Chiara Fabrizi

In Umbria i nuovi casi di Covid-19 nell’ultima settimana, quella del 5-11 gennaio, sono stabili rispetto a quella precedente, segnando appena +0,5 per cento, a fronte di una media italiana che fa registrare +49 per cento.

In Umbria quinta ondata al picco Dopo tre settimane di crescita, due delle quali al ritmo più elevato del Paese, la quinta ondata pandemica, determinata dalla variante Omicron, in Umbria sembra aver raggiunto il suo picco e si trova in quello che viene definito plateau. Salvo sorprese, dunque, in Umbria dovrebbe essersi conclusa la fase ascendente del contagio. Emerge dal monitoraggio settimanale pubblicato il 13 gennaio dalla Fondazione Gimbe che rende nota anche l’incidenza dei nuovi casi nelle province italiane, indicandone 56 con un tasso superiore ai 2 mila casi per 100 mila abitanti. Tra queste rientra ancora Terni con 2.311, ma non Perugia, che invece si attesta appena al di sotto della soglia considerata, ossia 1.972. Il record di questa settimana per i nuovi casi va a Rimini con 4.469, Forli-Cesena 3.462 e Ravenna 3.382.

Incidenza Umbria resta tra le più alte Diversa, invece, l’incidenza degli attualmente positivi che in Umbria resta tra le più alte d’Italia ed è ancora superiore a quella media nazionale. Sì, perché nella regione il tasso di contagiati ogni 100 mila abitanti sfiora quota 4 mila, attestandosi precisamente a 3.979, rappresentando il settimo dato più elevato del Paese, dietro a Lombardia (5.421), Toscana (4.716), Trento (4.353), Veneto (4.216), Abruzzo (4.203), Valle d’Aosta (4.133), mentre l’incidenza italiana è 3.578.

Ospedali Sul fronte ospedaliero, poi, il monitoraggio di Gimbe segnala per l’Umbria un tasso di occupazione dei reparti di area medica del 29,9 per cento a fronte di un dato nazionale del 26,6 per cento, mentre la saturazione delle terapie intensive negli ospedali della regione è di 16,3 per cento, in questo caso inferiore al valore italiano, che è di 18,2 per cento.

Vaccinazione Il documento, poi, segnala l’Umbria in ottava posizione per la campagna vaccinale, con una copertura con ciclo completo della popolazione che sfiora l’80 per cento, attestandosi a 79,9 per cento, mentre la regione scivola in bassa classifica, ossia al 15esimo posto, per la somministrazione del farmaco anti Covid-19 ai bimbi tra 5 e 11 anni, che si attesta al 12,1 per cento per la prima dose, lontanissima dal 30 per cento abbondante della Puglia, al 23 per cento del Molise e al 22,5 per cento della Calabria.

 

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