di M. R.
«Terni sta per dire addio ‘Fucina sociale’, ‘Orto 21’, attività punto di riferimento per circa 250 ragazzi che abitualmente frequentano i centri giovanili, Terni sta per perdere esperienze che hanno coinvolto nell’ultimo anno 3.000 persone a costo zero per Palazzo Spada». È quanto riportato nel dossier che le associazioni Arciragazzi, Demetra, Progetto, Il Palazzone, Attenti al kane, coop sociali Actl e Helios hanno messo sul tavolo dei consiglieri comunali membri della Seconda commissione permanente.
Centri giovanili Mauro Nannini, Marco Coppoli, Caterina Moroni e Irene Loesch, lunedì mattina si sono accomodati agli scranni dell’aula consiliare di Palazzo Spada per essere ascoltati dalla seconda commissione consiliare e dalla giunta: presenti gli assessori alle Politiche giovanili e al Welfare Elena Proietti e Marco Cecconi, oltre al vicesindaco Andrea Giuli. Oltre l’emiciclo numerosi altri soggetti coinvolti nella gestione delle attività dei centri giovanili di Terni, da settimane nell’occhio del ciclone per la decisione del Comune di procedere alla chiusura di alcune strutture perché dichiarate inagibili e alla messa a bando di altri immobili per lo svolgimento di attività rivolte ai giovani, in molti casi in particolare a soggetti fragili, un tempo segnalati dai servizi sociali del Comune.
Comune di Terni Le associazioni hanno esposto la loro preoccupazione per la perdita di finanziamenti ottenuti autonomamente da ministeri, Asl, chiesa Valdese, Regione e fondazioni, se non donatori privati, per progetti in corso. «La città – hanno detto – rischia di perdere l’attività di cura e manutenzione del rifugio antiaereo situato presso La Siviera, laboratori e workshop, la cineteca multilingue, il servizio civile volontario, l’aiuto compiti e il progetto di agricoltura sociale. Non può essere cancellata con un tratto di penna la storia e il patrimonio dei centri giovanili, così importanti per la tenuta sociale. Non siamo contrari al bando – hanno sottolineato – ma non si può non tener conto del lavoro svolto negli ultimi anni a costo zero. Apriamo un tavolo di confronto».
Caso Valenza L’opposizione, da parte sua, ha denunciato «l’assenza di una progettualità sulle politiche sociali e giovanili che non può giustificare il bando emanato per l’affitto degli immobili comunali». In una interrogazione, in particolare, prendendo spunto da un post Facebook dell’assessore Proietti, M5s, Pd, Senso civico e Terni immagina hanno chiesto tutta una serie di dati relativi ad associazioni sostenute, finanziamenti, verbali di riunioni di coordinamento della rete dei centri giovanili. La risposta scritta, da parte della giunta è attesa a stretto giro. In questo contesto, Thomas De Luca del M5s ha portato all’attenzione dei commissari ben due casi: «Si procede alla chiusura di centri giovanili perché dichiarati non agibili, io presto farò allora chiudere il terzo piano di Palazzo Spada perché non credo lo sia; anzi come presidente della commissione controllo e garanzia annuncio l’avvio di una attenta verifica e analisi di tutte le strutture comunali». Dall’altro lato, lo stesso De Luca ha detto: «Sedi dei centri giovanili a bando, ma il centro per anziani Valenza concesso gratuitamente in comodato d’uso, senza alcun bando».
Associazioni in campo L’amministrazione del resto ha giustificato le novità per i centri giovanili con la necessità di adeguarsi alle norme in chiave di risparmio per via del dissesto: «Siamo sulla via della trasparenza» ha commentato il capogruppo della Lega Cristiano Ceccotti. «Sì ma evidentemente vale solo per alcuni» replica De Luca ancora riferendosi al centro di Valenza. In risposta il consigliere Cecconi spiega: «Dal centro Valenza avremo in cambio 17 mila euro di crediti mai versati alla precedente amministrazione, c’è un piano di rientro». Secondo indiscrezioni, il canone sarebbe di 100 euro al mese. L’assessore Proietti è intervenuta invece in merito al costo zero rivendicato dalle associazioni presenti in aula: «Da vecchie delibere mi risultano dal 2013 al 2017 circa 300 mila euro di finanziamenti comunali. Oggi non possiamo erogare queste cifre e anzi dobbiamo adeguare i canoni di locazione. Partecipate al bando, la progettualità sarà premiata». Entro il 29 le attuali sedi vanno sgomberate, il bando scade il 18 febbraio e anzi la Proietti ha chiesto alla dirigente di prorogare al 23. Alcuni aspetti legati all’intera vicenda non sono stati del tutto chiariti. Probabilmente il tema sarà nuovamente oggetto di discusione.
Politiche giovanili e sociali, parla l’opposizione In attesa di un nuovo summit, i consiglieri di opposizione, Francesco Filipponi (Pd), Luca Simonetti (M5s), Alessandro Gentiletti (senso Civico), Paolo Angeletti (Terni immagina) puntualizzano: «Nessuno ha chiesto di essere esonerato dal bando e non lo chiediamo noi. Chiediamo soltanto che la delibera venga ritirata perché la procedura che prevede è confusa e frettolosa. Mette insieme, infatti, realtà completamente diverse fra loro, andando a colpire anche il progetto Mandela ed il centro diritti umani. Inoltre, pregiudica gli affidamenti, anche con la casa circondariale, che molte associazioni hanno in itinere e farà perdere fondi e tempo alla città, creando un vuoto che difficilmente sarà colmabile. I centri hanno chiesto di ritirare la delibera e si sono resi disponibili a gestire insieme la transizione e aiutare nell’emanazione del nuovo bando. Noi sosteniamo la richiesta e ci auguriamo che anche la maggioranza la prenda in considerazione. Riteniamo l’atteggiamento di chiusura degli assessori presenti in aula, i quali hanno tentato di confondere le acque parlando di finanziamenti ad associazioni che non sono i centri aggregativi, sia inaccettabile. Tralasciamo in questa sede, inoltre, che l’amministrazione ha concesso nelle settimane scorse 130 mila euro a Macchine Celibi, soggetto che opera sul mercato e non associazione come quelle udite oggi, per la gestione dei centri giovanili. Molte altre associazioni, inoltre, hanno sempre ricevuto e continuano a ricevere finanziamenti. Le minoranze respingono il becero tentativo dell’amministrazione di prendersi gioco della città e di mortificare le forze attive che la compongono. Chiedono di conoscere le politiche giovanili del Comune e che l’amministrazione governi la città e non pretenda di comandare. Siamo disposizione ad organizzare e sostenere ogni iniziativa della citta, ivi compresa la mobilitazione generale, confidando a tal scopo nel sostegno di tutti, per respingere con forza ogni atto di prepotenza di questa amministrazione e ogni tentativo di mistificazione. Dobbiamo impedire che il loro furore ideologico continui a danneggiare i ternani».
